domenica 9 giugno 2013

Il professore di desiderio

Il professore di desiderio Il professore di desiderio by Philip Roth
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The Professor of Desire - 1977
Pubblicato in Italia 2009 da Einaudi

Ideale prosecuzione del Lamento di Portnoy, del quale condivide la genesi nella famiglia ebraica americana, Il professore di desiderio inizia la parabola introspettiva che ha allontanato definitivamente Roth dai suoi inizi pirotecnici.
E infatti se all'inizio del romanzo il protagonista è un buffone, a un certo punto svolta, e diventa sempre più introspettivo, e si lascia segnare dai suoi numerosi fallimenti, che hanno tutti a che fare con i rapporti con l'altro sesso, fino a quando troverà la donna apparentemente perfetta, così perfetta da portarlo inesorabilmente alla mancanza di desiderio, alla quale però non intende arrendersi.


Ideal continuation of Portnoy's Complaint, of which shares its genesis in the American Jewish family, The Professor of Desire begins the introspective parable that has removed Rothpermanently from his pyrotechnic beginning.
In fact, if at the start of the novel, the main character is a buffoon, at one point he turns and becomes more and more introspective, and leave mark himself from his many failures, all of which have to do with the relationships with the opposite sex, until he will find the seemingly perfect woman, so perfect as to bring him inexorably to a lack of desire, which, however, he does not intend to surrender.

L'uomo che allevava i gatti e altri racconti

L'uomo che allevava i gatti e altri raccontiMo Yan
My rating: 5 of 5 stars

Prima edizione 1988
Edizione italiana 1997 da Einaudi

Una Cina profonda e autentica, cruda, crudele, rivoluzionaria e arcaica, perfettamente ritratta in questi racconti, che sono impietosi e poetici, dove una dottoressa può praticare aborti in modo industriale, come richiede la politica di pianificazione della nascite, e nello stesso tempo raccontare di creature mitiche intente a preparare pillole per l'immortalità, o dove un moderno pifferaio magico, ormai troppo calato nel proprio ruolo, finisce per perdere la faccia davanti ai funzionari del partito.
Su tutto pesa come una cappa l'assoluta mancanza di considerazione per l'essere umano, che fa sì che nessuno mai paghi per le vite perse e, anche, che nessuno abbia la minima considerazione per la propria vita.


giovedì 6 giugno 2013

Robin Hood

Robin HoodAlexandre Dumas
My rating: 3 of 5 stars

Titolo orignale Robin Hood, le prince des voleurs - 1862
Pubblicato in Italia 1994 da Newton & Compton

Libro "per ragazzi" dal valore più storico che letterario, sicuramente non una delle migliori opere di Doumas padre, che ha preso le leggende sassoni sul ladro gentiluomo e le ha rimasticate in salsa da operetta. Nessun vero spessore dei personaggi, tranne forse nell'ultima parte, un clima ridanciano e stupidotto, irrealmente idilliaco.
Senza contare i numerosissimi svarioni per cui l'autore richiama cose che dice di averci detto prima, e invece non ha mai detto.
Direi che l'unica cosa per cui ritenere memorabile l'opera, è il fatto che da un suo episodio è stato tratto il musical Sette spose per sette fratelli.


mercoledì 5 giugno 2013

Oltre il confine

Oltre il confine Cormac McCarthy
My rating: 4 of 5 stars

Titolo orignale The Crossing - 7 giugno 1994 da Knopf Publishing Group
Pubblicato in Italia 2006 da Einaudi

Secondo capitolo della Trilogia della Frontiera, Oltre il confine è, come quasi tutti i romanzi di McCarthy, una storia di formazione. La storia di un ragazzo in un'America che sembra lontana millenni, che vive su filo del rasoio, piena di guerra e rivoluzioni, con banditi, contadini miserrimi, figure leggendarie, animali al pascolo e vita selvaggia appena al di là di una sottile barriera.
Forse un po' faticoso da leggere a causa dei lunghi dialoghi in spagnolo non tradotti.


Second chapter of the Border Trilogy, The Crossing is, as almost all the novels of McCarthy, a bildungsroman. The story of a boy in an America that seems distant millennia, living on the razor wire, full of war and revolutions, with bandits, miserable peasants, legendary figures, grazing animals and wild life just beyond a thin barrier.
Maybe a little hard to read because of the long and not translated dialogues in Spanish.

venerdì 31 maggio 2013

Respiro corto

Respiro corto Massimo Carlotto
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 10 aprile 2012 da Einaudi

Ha il sapore di un omaggio a Izzo questo noir che parte dalla mafia russa, coinvolge praticamente tutta la delinquenza mondiale, dai narcos alle triadi, con un po' di camorra, traffico di organi e parecchia polizia brutta sporca e cattiva.
Anche se c'è un po' troppa carne al fuoco, Carlotto ci si destreggia benissimo, e alla fine fa trionfare la vecchia mala marsigliese su tutto e tutti.


giovedì 30 maggio 2013

La terra della mia anima

La terra della mia anima Massimo Carlotto
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 26 febbraio 2008 da e/o

Biografia romanzata o romanzo biografico che sia, La terra della mia anima mostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la grande classe di scrittore, la comprensione dei fatti e la capacità di immedesimazione di Carlotto.
Perché anche un bandito, uno che fin da ragazzino, tra politica e contrabbando, ha scelto la delinquenza, e di questo non si pente, ma solo, lucidamente, divide le cose che andavano fatte da quelle che era meglio non fare. Ed è capace di sognare.


mercoledì 29 maggio 2013

L'incendiaria

L'incendiariaStephen King
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Firestarter - 29 settembre 1980 da New York: Vikin
Pubblicato in Italia 1 gennaio 2002 da Sperling & Kupfer

Un King prima maniera, e in questa definizione comprendo anche la traduzione, che sembra assai poco filologica, cosa indispensabile per apprezzare appieno la prosa del Re.
Forse il più debole dei suoi primi romanzi, spesso dà l'idea di non essere sostenuto da una forte idea di fondo.
In ogni caso, nonostante tutti i difetti, resta una gran bella lettura in grado di tenere lontano il sonno fino all'ultima pagina.


An early Stepehn King first, and the definition includes also the translation, which seems very little philological, a thing that is essential to fully appreciate King's prose.
Perhaps the weakest of his early novels, often gives the idea of ​​not being supported by a strong basicidea.
Anyway, despite all the shortcomings, it remains a very good reading able to ward off sleep until the last page.