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martedì 18 agosto 2026

Mother Mary Comes to Me

Arundhati Roy

My rating: 5/5 

How does one cope with an authoritarian, eccentric mother with a larger-than-life personality? Having had one myself, I know for a fact that you either set aside any pretence of having a mind of your own or rebel openly, becoming even more extravagant and eccentric than your mother. That initial imprint, however – that sense of awe which, over time, turns into affectionate indulgence – remains with you for the rest of your life. And when your mother dies, she leaves behind, on the one hand, a sense of emptiness and, on the other, the feeling that she hasn’t really gone, because so many of her character traits have been internalised.
This, broadly speaking, is the relationship between Arundhati Roy and her mother, Mary, as described in this passionate memoir, which reads as effortlessly as a novel whilst retaining all the magic of *The God of Small Things*, the work that earned Roy the Booker Prize and international fame.
Mary, Roy’s mother, is not as internationally famous as her daughter, but in Kerala, her homeland, she was a feminist heroine: the first to fight for daughters’ inheritance rights through the courts, the first to found a school with unique educational principles, and someone capable of recognising and supporting authentic local architecture. Yet her relationship with her children, especially her daughter, was not without its problems and instances of abuse. Convinced, like many mothers of exceptional ability, that her children could succeed only if they bowed to her will – which she saw as the only way for them to achieve high standards – she would never acknowledge their successes until it was too late, and would take credit for them herself.
The rest of the family revolves around the mother – the real people who inspired the characters in Roy’s first, celebrated novel: her brother; her uncle, a former Oxford academic turned pickle entrepreneur; her grandmother, who, despite having suffered every form of abuse at the hands of her late husband, is still convinced that she endured it all to preserve tradition; and so on.
A memoir which, as I said, reads like a novel – impossible to put down, vivid, vibrant and utterly unforgettable
 
Come si sopravvive a una madre autoritaria, eccentrica, dalla personalità fuori dall'ordinario? Avendone avuta una, so per certo che o si lascia da parte qualsiasi pretesa di avere una volontà propria oppure ci si ribella apertamente, si diventa ancora più stravaganti ed eccentriche della genitrice. Quell'imprinting però, quell'iniziale soggezione che col passare del tempo diventa un'affettuosa indulgenza, rimane per tutta la vita. E quando la madre muore, lascia da una parte un senso di vuoto, dall'altra la sensazione che non se ne sia andata davvero, perché molti dei suoi tratti caratteriali sono stati introiettati.
Questo è a grandi linee il rapporto tra Arundhaty Roy e sua madre Mary così come descritto in questo appassionato memoir che si legge con la leggerezza di un romanzo e che conserva intatta la magia de Il Dio delle piccole cose, l'opera che valse alla Roy la vittoria del Booker Prize e la fama internazionale.
Mary, la madre, non è internazionalmente famosa come la figlia, ma nel Kerala, sua terra natale, è stata una eroina del femminismo: la prima a combattere legalmente per i diritti ereditari delle figlie, la prima a fondare una scuola dai principi educativi unici, quella capace di riconoscere la vera architettura locale e a sostenerla. Eppure il suo rapporto coi figli, soprattutto con la figlia, non è stato privo di problematiche e soprusi. Convinta, come molte madri dalle eccezionali capacità, che i figli potranno avere successo solo se si piegheranno alla sua volontà, unica cosa in rado di far raggiungere loro alti standard, no riconoscerà mai, se non quando è troppo tardi, i loro successi, e se ne approprierà.
Attorno alla madre ruotano tutti gli altri membri della famiglia, le persone reali alla base dei personaggi del primo, celebrato romanzo di Roy: il fratello; lo zio ex accademico di Oxford diventato imprenditori di sottaceti; la nonna, che pur avendo subito dal defunto marito ogni forma di violenza, è ancora convinta d averlo fatto per conservare a tradizione, e via così.
Un memoir che, come dicevo, si legge come un romanzo, impossibile da chiudere, vivo, vibrante e assolutamente indimenticabile.
 

domenica 24 aprile 2016

Sleeping on Jupiter

Sleeping on Jupiter Anuradha Roy
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato il 2 aprile 2015 da MacLehose Press

Ci sono un po' troppe cose irrisolte in questo romanzo, che non è riuscito a soddisfarmi nonostante sia scritto molto bene.
Ci sono troppe persone delle quali non si conosce il destino, che si incontrano e non se ne capisce bene il motivo.
Ci sono troppi avvenimenti privi di spiegazione, troppi fatti che potrebbero portare la trama ovunque tranne dove realmente va a finire.
Eppure le atmosfere sono intriganti e i personaggi ben descritti, e leggere questo libro imperfetto alla fine non è una perdita di tempo.


There are a bit too many unresolved things in this novel, which failed to satisfy me although it is very well written.
There are too many people of whom you do not know the fate, who meet and you do not understand well why.
There are too many events without explanation, too many facts that could lead the plot everywhere except where it really goes.
Yet the atmosphere is intriguing and the characters well-described, and to read this imperfect book at the end is not a waste of time.

domenica 26 maggio 2013

Mare di papaveri

Mare di papaveriAmitav Ghosh
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Sea of Poppies - 1 maggio 2008 da John Murray Publisher
Pubblicato in Italia 2009 da Neri Pozza

Per apprezzare fino in fondo Mare di papaveri, è indispensabile un minimo di conoscenza della Bhagavad Gita, uno dei grandi testi devozionali indiani, paragonabile alla nostra Bibbia, e assai più antico. E' indispensabile perché i personaggi che si incrociano nella trama del romanzo si comportano come gli dei indù, ne sono gli avatar, e perché di religiosità indù è impregnato tutto il romanzo.
Alla fine del testo c'è una nota dei traduttori, che spiegano le difficoltà del loro lavoro, perché oltre ad assomigliare a un testo sacro, questo è anche un poderoso esempio di meticciato linguistico.
Primo volume di una trilogia, si conclude lasciando il lettore a chiedersi come andrà a finire.


mercoledì 15 agosto 2012

La vendetta della melanzana

La vendetta della melanzanaBulbul Sharma
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The Anger of Aubergines - 1997
Pubblicato in Italia 2001 da Marcos y Marcos

Io ho una grande passione per la cucina indiana, così come ce l'ho per quella napoletana: sono entrambe cucine di gente povera, che con ingredienti apparentemente di poco pregio riescono a mettere assieme piatti che testimoniano dell'esistenza di dio. La cucina indiana poi, che è vegetariana, chiama il cibo "prasad" che vale a dire sacro.
E ci sono deliziose ricette in questo libro, preparate da divertenti racconti di vita familiare indiana, con le sue contraddizioni, con i suoi uomini apparentemente potenti e invece fragilissimi, e le donne, sottoposte a una palese ingiustizia, e che da questa ingiustizia traggono la forza di essere le vere signore del mondo.


venerdì 11 maggio 2012

Le Vie dei Canti

Le Vie dei CantiBruce Chatwin
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale The Songlines - 1986
Pubblicato in Italia 10 maggio 1995 da Adelphi

Un po' romanzo, un po' saggio, un po' autobiografia, un po' libro di appunti e riflessioni.
Attraverso il contatto, privo di pregiudizi e completamente disinvolto, con gli aborigeni australiani Chatwin ripensa allo sviluppo dell'uomo moderno, ne definisce le tappe, ne riconosce l'aggressività e gli archetipi.
Zeppo di spunti per riflettere sulla nostra vita, impossibili da cogliere tutti alla prima lettura, e quindi da riprendere in mano spesso e volentieri, e sarebbe bellissimo che ne esistesse una versione con pagine bianche di tanto in tanto, per aggiungere le proprie scoperte a quelle dell'autore.


sabato 17 marzo 2012

Cuccette per signora

Cuccette per signoraAnita Nair
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Ladies Coupé - 1 giugno 2001 da Penguin Books India
Pubblicato in Italia 2009 da Neri Pozza

Una donna non può vivere sola. Può essere sfruttata, vampirizzata dalla famiglia, lavorare come una schiava, essere un oggetto sessuale, ma non può vivere sola, questo è la lezione che impara qualsiasi bambina indiana.
Ma la protagonista, costretta a lavorare per mantenere la famiglia dopo la morte del padre, eppure trattata con disprezzo dalla sorella e dai fratelli che pure mantiene, cerca la strada per la propria indipendenza partendo in un viaggio in cui spera di incontrare altre donne che le parlino della loro vita.
Sono mogli, madri, figlie e domestiche, e attraverso i loro racconti la sua decisione si farà più forte e concreta, fino a ricercare un antico, perduto amore, a cui ha rinunciato a favore della sua ingrata famiglia.
Decisamente ben scritto, piacevolissimo e istruttivo, senza contare l'utile appendice di ricette indiane.


venerdì 12 giugno 2009

Giochi sacri

Giochi sacriVikram Chandra
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Sacred Games - 30 gennaio 2006 da Not Avail
Pubblicato in Italia 20 marzo 2007 da Mondadori

Un bandito, un importante capobanda indiano, si racconta al poliziotto a cui ha scelto di consegnarsi, dopo una vita di delinquenza e violenza.
Ma siamo in India, e niente è semplice, perché il poliziotto, che pure è uno veramente onesto e appassionato al suo lavoro, prende bustarelle, e il bandito ha un guru (che poi si rivelerà il vero cattivo della storia) e lavora anche per i servizi segreti nazionali.
Una trama interessante che racconta molto di un enorme paese quasi del tutto sconosciuto.
Due appunti, uno all'autore e uno al traduttore.
Per l'autore: il libro è sterminato, e molte delle storie accessorie non aggiungono nulla alla comprensione della storia principale, servono solo ad aggiungere pagine, non fascino alla lettura.
Per il traduttore: la scelta di lasciare nella lingua originale tutti i termini volgari è veramente sciocca, nessuno, credo, sarebbe rimasto sconvolto a leggere scopare (o termini gergali simili) piuttosto che "chodare", tanto per fare un esempio, e questa scelta riesce solo a innervosire il lettore, senza peraltro aggiungere nulla all'atmosfera esotica del romanzo.


mercoledì 1 ottobre 2008

La maga delle spezie

La maga delle spezieChitra Banerjee Divakaruni
My rating: 3 of 5 stars

Titolo originale The Mistress of Spices - 1997
Pubblicato in Italia 1 marzo 2005 da Einaudi

Graziosa favola sulla magia e sull'amore, e sulla tradizione indiana.
Il ritmo vorrebbe essere ipnotico, e invece finisce per essere semplicemente lento, le motivazioni della maga ribelle risultano un po' sfuocate, e i personaggi che vengono in contatto con lei sono un po' troppo stereotipati.
Alla fine la maga negherà la magia in nome dell'amore, ma anche in questo caso il perché lo abbia fatto risulta un po' confuso, così come le conseguenze dei suoi atti.


martedì 1 aprile 2008

Digiunare, divorare

Digiunare, divorareAnita Desai
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Fasting, Feasting - 1999
Pubblicato in Italia 2005 da Einaudi


Splendida la prima parte, con la sua descrizione di una famiglia indiana che cerca di apparire moderna e invece è completamente avviluppata nei pregiudizi tradizionali, un po' lacunosa la seconda parte, che sembra quasi mancare di "apparato documentale".