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giovedì 6 ottobre 2011

Resurrezione

Resurrezione Leo Tolstoy
My rating: 5 of 5 stars

Prima edizione 1899
Pubblicato in Italia da Mondadori

Come molti dei libri dell'età più matura di Tolstoj, anche questo esprime una forma di decadenza, una specie di mania depressiva che ha colto il grande scrittore e che lo ha fossilizzato nella categorizzazione dei rapporti, in special modo quelli tra i due sessi. E in effetti tutta la prima parte, quella in cui il protagonista riconosce la sua colpa nei confronti della povera Maslova, ha dei punti forzati, stereotipati, noiosi, così come ne ha la descrizione della vita della grande società moscovita e pietroburghese.
Ma poi, come un soffio d'aria fresca, irrompe la riflessione morale e filosofica sulla giustizia, sul senso di giustizia, sulla bontà della rivoluzione, sul diritto dell'uomo sull'uomo e tutto il libro diventa non solo interessante, ma necessario.
Peccato per l'antiquata, scandalosissima traduzione, e per i frequenti errori di stampa dell'edizione in mio possesso.


giovedì 1 gennaio 2009

Guerra e pace

Guerra e paceLeo Tolstoy
My rating: 5 of 5 stars

Prima edizione 1865

Lo leggo ogni anno, e ogni anno lo rileggerò, trovandoci sempre qualcosa da scoprire


martedì 9 dicembre 2008

Anna Karenina

Anna Karenina Leo Tolstoy
My rating: 5 of 5 stars

Prima edizione 1873

Tolstoj è un grande cuoco, che riesce a mescolare i suoi ingredienti in ricette sempre nuove.
E' abbastanza facile riconoscere nei caratteri che compongono Anna Karenina le stesse tipologie di base che compaiono in Guerra e pace, sviluppati in grado diverso, certamente, ma assolutamente familiari.
In realtà la storia di Anna è quasi marginale rispetto al vero scopo del romanzo, che è seguire l'evoluzione spirituale di Levin, che è il solo che avrà, appunto, un'evoluzione spirituale.
Anna è un personaggio tragico, una donna modernissima nella sua storia di amore assoluto, passione e depressione, i sentimenti di Anna potrebbe provarli ciascuna donna di oggi, mentre nessuna donna di oggi potrebbe immedesimarsi in Kitty, che è la madre russa per definizione.
In realtà Tolstoj, proprio per essere come è, non può penetrare fino in fondo nella complessa psicologia di Anna, ce ne presenta i tratti, ci fa vedere le conseguenze delle sue azioni, ma in realtà non è in grado di capire perché lei agisca come agisce. Anna quindi si trasforma in uno stereotipo, un esempio della donna che invece di vivere secondo i principi tipicamente russi come li intende Tolstoj, segue le sue passioni e diventa, per queste, una donna perduta, rovinando tutti coloro con cui viene in contatto, un'isterica senza alcuna speranza.
Un autore moderno avrebbe chiuso il romanzo dopo la tragica morte di Anna, invece Tolstoj, che è un autore morale, aggiunge un'ultima parte, quella per l'appunto della presa di coscienza di Levin, mostrandoci definitivamente che la storia di Anna è per lui solo un pretesto.
Bellissimo!