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sabato 26 marzo 2016

The Bazaar of Bad Dreams

The Bazaar of Bad Dreams The Bazaar of Bad Dreams by Stephen King
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato il 3 novembre 2015 da Scribner
Pubblicato in Italia col titolo Il bazar dei brutti sogni - 22 marzo 2016 da Sperling & Kupfer

Wow! E poi ancora wow. Il massimo punteggio assegnabile non è sufficiente per spiegare i meriti di questa raccolta di racconti. Soprattutto perché è una raccolta, genere di per se stesso di solito non omogeneo dal punto di vista qualitativo, mentre in questo caso ogni singolo pezzo è quanto di più prossimo si possa immaginare alla perfezione (eccetto uno, ma nella prefazione allo stesso Zio Steve parla dei suoi limiti in quel genere, cosa alla quale va aggiunto il fatto che proprio riguardo a quello specifico genere io sono particolarmente critica e in ogni caso questo inciso non sposta di una virgola il valore del volume). In moltissime recensioni ai libri di King, ho scritto che la mente del re deve essere una specie di retrobottega, pieno di cose messe via chissà quando e da cui lui poi pesca quando gli serve, e tutto questo libro, a partire dal titolo, mi sembra una lampante dimostrazione che lui stesso vede la sua mente allo stesso modo. E questa è un'idea che mi piace moltissimo.
I racconti esplorano quasi tutti gli argomenti e i generi sui quali e nei quali King ha scritto nella sua vita, e i diversi modi di scrivere, in ogni caso però aggiungendo la maturità, la sempre maggiore comprensione del mondo e, perché no, il sempre maggiore mestiere, alla qualità della scrittura.
Letto in inglese eh, che di brutte sorprese con le traduzioni dei libri del mio zio preferito mi sono stancata.

Wow! And then wow. The maximum score awardable is not enough to explain the merits of this collection of short stories. Especially because it is a collection, generally a thing usually not homogeneous in itself from the qualitative point of view, while in this case each piece is the closest neighbor imaginable to perfection (except one, but in the preface to the same Uncle Steve speaks of its limitations in that genre, something which must be added to the fact that just about that specific genre I am very critical and even so this impact does not move one iota the volume value). In many reviews to King books, I wrote that the mind of the king must be a kind of storehouse, full of things put away who knows when and from which he draws them when he needs, and all this book, from the title, seems to me a clear demonstration that he himself sees his mind in the same way. And this is an idea that I love.
The stories were all about the topics and genres on which and in which King wrote in his life, and all the different ways of writing, but in any case there is the added maturity, the increasing understanding of the world, and why not, the increasing trade, to the quality of writing.
Read in English eh, that I got tired with the disappointments with the translations of the books of my favorite uncle.

domenica 25 ottobre 2015

Finders Keepers

Finders Keepers Stephen King
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato il 2 giugno 2015 da Scribner
Edizione italiana: Chi perde paga - Sperling & Kupfer

Di solito il secondo volume di una trilogia è un libro un po' calante, che è necessario leggere perché sia chiaro che cosa succede tra il primo volume, dove le carte vengono messe in tavola, e l'ultimo, dove scoppiano i fuochi d'artificio. Non è questo il caso di Finder Keepers, che pur contenendo chiari riferimenti a Mr. Mercedes e preparando la strada al volume conclusivo, può essere letto come se fosse un romanzo a se stante. D'altra parte il Re è abituato a maneggiare senza cali di tensione serialità ben più corpose di una trilogia.
Qualcuno ha comparato Finders Keepers a Misery, devo dire che mai paragone fu più sbagliato.
L'unica cosa che hanno in comune i due romanzi è l'ossessione di un lettore per un personaggio romanzesco, ma in Misery questa ossessione viene sviscerata tramite un complesso rapporto tra lettore e autore, in questo caso l'autore viene ucciso nelle prime pagine, lasciando all'ossessione lo spazio per crescere in purezza e dando a King lo spazio per fare ciò che sa fare meglio: parlare di scrittura, entrando nei dettagli del processo creativo, e di lettura, descrivendo con minuzia la vera e propria agnizione che è la droga motrice del lettore appassionato.
Senza contare che, differenza di altri, io amo questo "nuovo" Stephen King, dedito all'orrore in modo più sottile rispetto ai suoi primi libri, e il suo addentrarsi sempre più profondamente nella quotidiana umanità che nasconde al suo interno sacche di pura paura.
Come però dicevo, il romanzo è pur sempre un secondo volume, e nel corso delle pagine King non dimentica di affilare quelli che saranno i due personaggi principali dell'ultimo volume, e ho l'impressione che il finale sarà davvero col botto.

Usually the second book a falls trilogy a bit, and should be read because it clarifies what happened in the first volume, where the cards are placed on the table, and prepares what will happen in the last, where the fireworks artifice burst. This is not the case of Finder Keepers, which, while containing clear references to Mr. Mercedes and paving the way to the concluding volume, can be read like a novel of its own. On the other hand King is accustomed to handling without voltage drops seriality far more substantial than a trilogy.
Someone has compared Finders Keepers with Misery, I have to say that a comparison was never more wrong.
The only thing that the two novels have in common is the obsession of a reader for a fictional character, but this obsession in Misery is eviscerated by a complex relationship between reader and author and in this case the author is killed in the first pages leaving to the obsession the space to grow in purity and giving King the space to do what he does best: talk about writing, entering into the details of the creative process, and reading, describing in great detail the actual recognitions that is the drug that moves passionate readers.
Not to mention that, unlike others, I love this "new" Stephen King, dedicated to horror in a more subtle way than in his first books, and his penetrate ever more deeply into everyday humanity that hides inside pockets of pure fear .
But as I said, the novel is still a second volume, and in the course of pages King not forget to sharpen the will be two main characters of the last volume, and I have the impression that the ending will be really a bang.

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sabato 25 aprile 2015

Revival

RevivalStephen King
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato il 17 marzo 2015 da Sperling & Kupfe
Edizione originale americana 11 novembre 2014 da Hodder & Stoughton

Come ormai ho già detto più volte, esiste il mondo di noi comuni mortali e poi c'è il mondo di Stephen King, un mondo immaginifico ormai così pieno di luoghi e di eventi da aver raggiunto una specie di stato senziente. King non ha più bisogno di ricorrere al mondo reale per dare verosimiglianza alle sue storie, perché lì dove vive lui, trova tutto. Ovviamente chi, come me, ha letto praticamente tutta la produzione del Re - e anche tutta la produzione di quelli che lui ritiene i suoi modelli di scrittura -, riconosce i singoli elementi e personaggi (chi sono, dove vanno, quale pezzetto della loro complicata storia ci viene chiarito nel corso del romanzo che stiamo leggendo) eppure riesce comunque a farsi rapire dalle storie e a morire di paura nel frattempo.
Devo dire però che ho dato a Revival 5 stelle sulla fiducia, avendo tradito una promessa che avevo fatto a me stessa ai tempi di Joyland, vale a dire di non leggere mai più nulla di Stephen King tradotto in Italiano. Purtroppo, così come è successo con Joyland, la traduzione è pessima, e io mi chiedo come mai Sperling & Kupfer (per non parlare dell'agente di Stephen King) accetti di dare la sua gallina dalle uova d'oro in pasto a un incapace a cui mancano i fondamentali della lingua italiana, perché, ebbene sì, per tradurre un libro non basta conoscere la lingua in cui è scritto, bisognerebbe conoscere anche quella in cui lo si sta traducendo.
Lo rileggerò in inglese, che devo fare?


mercoledì 5 novembre 2014

Mr. Mercedes

Mr. MercedesStephen King
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 3 giugno 2014 da Scribner
Pubblicato in Italia il 30 settembre 2014 da Sperling & Kupfer

Il mondo costruito da Stephen King è ormai così complesso da contenere al suo interno tutti i possibili riferimenti. E infatti anche questo libro, che è un "banalissimo" thriller nel quale non c'è nulla di fantastico, anzi ha le sue radici nella solida realtà e in moltissima quotidianità americana, contiene eventi il cui orizzonte si trova in altri libri di King, mescolati con altri presi dalla cronaca.
Un banalissimo thriller dicevo, nel senso che la trama avrebbe potuto abbozzarla uno qualsiasi degli scrittori americani specializzati nel genere, e di sicuro ne avrebbero tratto qualcosa di assai buono. Ma il Re è il Re, e lo mostra nell'incredibile modo con cui sbozza i suoi personaggi, che pagina dopo pagina diventano materia vivente, e nella sua costante attenzione agli ultimi e ai diversi, che sono sempre i suoi protagonisti.
Così, come il serial killer è un povero sfigato incapace persino di credere ai propri deliri di onnipotenza, il gruppo che alla fine lo sconfigge è composto dai più improbabili degli improbabili: un poliziotto in pensione con tendenze suicide, un ragazzino di grande intelligenza ma molto giovane e molto nero, e una donna di mezza età con diverse rotelle fuori posto.
Ennesima dimostrazione di come andando al di là delle apparenze si possa diventare invincibili.

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lunedì 13 ottobre 2014

La leggenda del vento

La leggenda del ventoStephen King
My rating: 4 of 5 stars

Edizione originale The Wind Through the Keyhole - 24 aprile 2012 da Scribner
Pubblicato in italiano novembre 2012 da Sperling & Kupfer


In quella grande cucina che è il suo cervello, Zio Steve impasta e rimescola, salva ricette, mette via gli avanzi per un futuro uso, accumula spezie in vecchi barattoli polverosi. Poi, un giorno, tira fuori da sotto una pigna un mezzo foglio: la ricetta non è completa ma non importa, gli ingredienti sono lì, messi da parte, e se qualcuno è un po' muffo basta tagliare la parte messa peggio e tenere il resto e la sua grande arte di cuoco fa il resto.
Per chi lo conosce bene, è facile riconoscere dove la pietanza si era un po' attaccata al fondo e dove ha aggiunto all'ultimo momento un ingrediente preso a caso dalla sua immensa dispensa, ma che fa? La classe è tale che il piatto riesce comunque superiore a quelli di quasi tutti i cuochi, anche quando la pietanza è un po' contestata come la serie de La torre nera.
Tutto questo per dire che ogni tanto ho ridacchiato riconoscendo le pezze, ma lo stesso me la sono goduta, e ho fatto mattina per finire il romanzo.

In the large kitchen that is his brain, Uncle Steve kneads and remixes, save recipes, puts away the leftovers for future use, accumulates spice in dusty old  jars. Then, one day, pulls out from under a pine cone half a sheet: the recipe is not complete but no matter, the ingredients are there, set aside, and if anyone is a bit moldy just cut the worst and keep rest and his great art of chef does the remnant.
For those who know him well, it's easy to recognize where the dish was a bit stuck to the bottom and where an ingredient taken at random from its immense larder was added at the last moment, but who cares? The class is such that the serving still manages to be better than those of almost all the cooks, even when the dish is a bit contested, as the series of The Dark Tower is.
All this to say that sometimes I giggled recognizing the patches, but all the same I have enjoyed, and I read till the morning to finish the novel.


venerdì 18 ottobre 2013

Review: Doctor Sleep

Doctor Sleep Doctor Sleep by Stephen King
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 24 settembre 2013 da Scribner
Pubblicato in Italia il 28 gennaio 2014 da Sperling & Kupfer

Annunciato come il seguito del mitico Shining, Doctor Sleep è in realtà un libro standalone ambientato nel post Overlook Hotel il cui protagonista è Dan Torrance, il bambino salvatosi dal fuoco e dalla devastazione.
Detto questo, tutto è diverso rispetto a Shinig, essenzialmente perché diverso è Stephen King, che non scrive con la scimmia sulla schiena, ma della scimmia sulla schiena, e scrive un romanzo corale lì dove Shinig è claustrofobico.
Acquistato in inglese dopo la tremenda delusione procuratami da Joyland, tradotto probabilmente dalla sciura mariuccia, è linguisticamente gergale e pirotecnico, e faccio tutti i miei auguri a chi lo tradurrà.
Il voto si ferma a quattro stelline perché c'è un leggero cedimento nel finale, che avrei preferito un po' più "muscolare".


Announced as the sequel of the mythical Shining, Doctor Sleep is actually a standalone book set in the post Overlook Hotel whose main character is Dan Torrance, the child survived against fire and devastation.
That said, everything is different towards Shinig, mainly because different is Stephen King, who does not write with the monkey on his back, but about monkey on your back, and writes a choral novel where Shinig was claustrophobic.
Purchased in English after the tremendous disappointment Joyland, probabily translated by a nonentity, procured me, it is linguistically full of jargon and fireworks, and I do all my best wishes to those who will translate it.
Voting stops four stas because there is a slight failure in the final, I would have preferred a bit 'more 'muscular.'

mercoledì 17 luglio 2013

Joyland

Joyland Joyland by Stephen King
My rating: 3 of 5 stars

Prima edizione 4 giugno 2013 da Hard Case Crime
Pubblicato in Italia 4 giugno 2013 da Sperling & Kupfer

E' forse la prima volta che assegno tre stelline a un libro del Re, e aggiungo anche che il giudizio è sospeso.
La storia è molto interessante, una delle tipiche storie di formazione che King in questi anni ci ha donato a piene mani, che comprende un orrendo mistero, una scena adrenalinica, e un finale pacificatore. Il problema è che il tutto non suona, più che la voce di King se ne sente il sussurro. Uno spettro della potenza dello scrittore che mi ha fatto fare un balzo indietro negli anni, alle prime traduzioni decisamente approssimative. Ho come l'impressione che S&K stia cercando di tirare il collo alla sua gallina dalle uova d'oro risparmiando sulla traduzione, e sulla correzione di bozze, pure, per non parlar dell'editing.
Insomma che adesso aspetto di ricevere l'edizione originale per un giudizio definitivo.


It is perhaps the first time that I assign three stars to a book of the King, and I add also that the judgment is suspended.
The story is very interesting, one of the typical bildungsroman that King has profusely given us over the years, comprising a hideous mystery, an adrenaline-pumping scene, and a peacekeeping end. The problem is that the whole thing does not sound, rather than King's voice we hear his whisper. A spectrum of the writer's power that made me take a leap back in time, to the first very rough translations. I have the impression that S&K is trying to pull the neck to his goose that lays the golden eggs saving on translation and proofreading, as well, not to speak of editing. So now I expect to receive the original edition for a final judgment.

mercoledì 29 maggio 2013

L'incendiaria

L'incendiariaStephen King
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Firestarter - 29 settembre 1980 da New York: Vikin
Pubblicato in Italia 1 gennaio 2002 da Sperling & Kupfer

Un King prima maniera, e in questa definizione comprendo anche la traduzione, che sembra assai poco filologica, cosa indispensabile per apprezzare appieno la prosa del Re.
Forse il più debole dei suoi primi romanzi, spesso dà l'idea di non essere sostenuto da una forte idea di fondo.
In ogni caso, nonostante tutti i difetti, resta una gran bella lettura in grado di tenere lontano il sonno fino all'ultima pagina.


An early Stepehn King first, and the definition includes also the translation, which seems very little philological, a thing that is essential to fully appreciate King's prose.
Perhaps the weakest of his early novels, often gives the idea of ​​not being supported by a strong basicidea.
Anyway, despite all the shortcomings, it remains a very good reading able to ward off sleep until the last page.

giovedì 14 marzo 2013

Notte buia, niente stelle

Notte buia, niente stelle Stephen King
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Full Dark, No Stars - 9 novembre 2010 da Scribner
Pubblicato in Italia 23 novembre 2010 da Sperling & Kupfer

Quattro racconti lunghi, ciascuno un piccolo capolavoro. Capolavoro nella costruzione della trama e dei personaggi, nella lingua (grazie Wu Ming 1 per la magnifica traduzione), nel saper acchiappare il lettore e tenerlo incollato alla pagina, nell'esplorare i comportamenti umani con una verosimiglianza più vera del vero e un'umanità assoluta.
Mai come in questi racconti i personaggi di King sono lontani da qualsiasi stereotipo, al punto che può capitare che il male paghi!
Valore aggiunto al piacere della lettura, la consapevolezza, per chiunque abbia l'ambizione di scrivere, di trovarsi davanti a un maestro assoluto.


Four long stories, each one a small masterpiece.
Masterpiece in the construction of plot and characters, in the language (thanks Wu Ming 1 for the wonderful translation), in knowing how to grab the reader and keep him glued to the page, in exploring human behavior with a plausibility truer than truth and absolute humanity.
Never before King's characters are far from any stereotype, to the point that it can happen that evil pays!
Added value to the pleasure of reading, the awareness, for anyone with the ambition to write, to be faced with an absolute master.

venerdì 18 gennaio 2013

La zona morta

La zona morta Stephen King
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The dead zone - agosto 1979
Pubblicato 15 gennaio 1994 da Sperling & Kupfer

Prima lettura 2006

Una battaglia tra il bene e il male, argomento che è quasi sempre l'ossatura portante dei libri di King. E, come spesso succede nei libri del Re, il tutto è supportato da un'acuta analisi sociologica e politica, che riguarda l'America rurale, la politica spettacolo, la deriva autoritarista, e profetizza, con 10 preoccupanti anni di anticipo, una presidenza come quella di Bush Jr.
Purtroppo la traduzione, fatta in quegli anni in cui in Italia King non era considerato uno scrittore serio ma una macchina da best seller popolari, è indecente.


A battle between good and evil, a subject that is almost always the backbone of King books. And, as often happens in King's books, the whole story is supported by an acute sociological and political analysis, which regards rural America, the political posturing, the authoritarian drift, and prophesy, with 10 worrying years in advance, a presidency like that of Bush Jr. Unfortunately the translation, made in those years when in Italy King was not considered a serious writer but a machine for popular best-seller, is indecent.

lunedì 24 settembre 2012

Ossessione

Ossessione Richard Bachman (Stephen King)
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Rage - 6 settembre 1977 da Signet
Pubblicato in Italia 1993 da Bompiani

Il terrificante, ribollente subconscio degli adolescenti, con tutte le miserie nascoste, i complessi, il rapporto di amore/odio tra di loro e con gli adulti, e altri orrori vari, il tutto inserito nel contesto americano, che come sempre estremizza e spinge alla violenza. Nessuno uscirà bene da una mattinata scolastica che potrebbe essere lo script di una Bowling for Columbine ante litteram.
Un bel libro che necessita urgentemente di una nuova traduzione.


The terrifying, turbulent adolescent subconscious, with all the hidden miseries, the complex, the love / hate relationship with each other and with adults, and various other horrors, all set in the American context, that as always pushes to extremes violence. No one will come out well on a school morning, which could be the script of a Bowling for Columbine ahead of its time.
A nice book that urgently needs a new translation.

martedì 1 maggio 2012

L'ombra dello scorpione

L'ombra dello scorpioneStephen King
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The Stand - 1978
Pubblicato in italia 1995 da Bompiani

Ho letto la prima versione de L'ombra dello scorpione un infinito numero di anni fa, e me ne era rimasta una sensazione di orrore, di qualcosa di malvagio che va a toccare le corde archetipiche che stanno dentro l'umanità, e questa sensazione si è ripresentata con la lettura della versione integrale, forse un po' diluita dagli orrori veri che più o meno costellano la vita di tutti noi e che ci aiutano a distinguere ciò che veramente ci fa paura e ciò che invece potremmo sopportare, categorie peraltro del tutto soggettive.
Resta il fatto che durante la lettura di tutta la prima parte del libro qualsiasi sequenza di tre starnuti è riuscita a innervosirmi.
Come sempre il Re è un lucidissimo conoscitore della psicologia umana, e qui indaga la mania religiosa come e meglio di un qualsiasi sociologo cattedratico, per concludere, da vero individualista americano qual'è, che è meglio non fermarsi, non aggregarsi, se si vogliono mantenere la propria autonomia e umanità.
Parlando di contenuti, la versione integrale aggiunge poco all'essenza del libro, ma è molto più scorrevole e priva di faticosi salti logici rispetto alla prima versione.


martedì 7 febbraio 2012

22/11/'63

22/11/'63Stephen King
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato in Italia 8 novembre 2011 da Sperling & Kupfer

Accidenti a te, Stephen, hai scritto un libro nel quale un qualsiasi tuo fedele lettore riesce a vedere tutti i trucchi, gli ammiccamenti, le riprese e i riciclaggi della tua intera produzione, un libro in cui patentemente gigioneggi col lettore in modi che potrebbero rischiare il lancio dalla finestra del libro stesso.
E invece, anche qui, le pagine si girano quasi da sole, e generano sentimenti così intensi da far piangere quasi quanto mi ha fatto piangere Storia di Lisey.
Non è un horror questo, perché l'orrore è quello del quotidiano, non è un libro di fantascienza, alla fine il mondo resta quello di tutti i giorni, ma è un libro sull'amore che va al di là del tempo e dello spazio.
Accidenti a te, Stephen!


Damn you, Stephen, you have written a book in which any of your faithful readers can recognize all the tricks, the winks, the reiterations and reuses of your entire production, a book in which you patently overact with the reader in ways that could risk the launch by the window of the book itself.
But, even here, the pages turn almost alone, and generate feelings so intense as to cry almost as much made me cry History of Lisey.
This is not a horror, because horror is that of the usual routine, is not a book of science fiction, in the end the world stays the one we experience every day, but it's a book about love that goes beyond time and space.
Damn you, Stephen!

mercoledì 7 settembre 2011

Cuori in Atlantide

Cuori in AtlantideStephen King
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Hearts in Atlantis - 14 settembre 1999
Pubblicato in italia 12 febbraio 2002 da Mondadori

Riletto dopo tanti anni, sull'onda dell'aver rivisto il film omonimo con Antony Hopkins, ho aumentato il giudizio da 4 a 5 stelle, e deciso che questo è uno dei migliori libri di Stephen King, nonostante non abbia avuto il successo di altri titoli assai più sanguinolenti.
A tutti gli effetti è uno straordinario libro di formazione che, invece di limitarsi al momento del passaggio, esplora la vita dei suoi protagonisti dall'infanzia all'età adulta, con in mezzo niente popò di meno che il Vietnam.
Forse la mancanza di vero successo di questo libro risiede proprio nella sua dolente profondità, nella normalità delle reazioni, e della follia, di molti dei suoi protagonisti, nella certezza che ciascuno di loro alla fine tradirà, esattamente come avviene nella vita reale.
Splendido.

Read again after so many years, in the wake of having seen again the eponymous film with Anthony Hopkins, I increased the judgment from 4 to 5 stars, and decided that this is one of the best Stephen King books, despite not having had the success of others far more gory titles.
For all practical purposes is a unique bildungroman, that, instead of just the age of passage, explores the lives of its characters from childhood to adulthood, with in the half, unbelievably, Vietnam.
Perhaps the lack of success of this book lies in its sore depth, in the normal reactions, and madness, of many of its protagonists, in the certainty that each of them at the end will betray, just like we does in real life.
Beautiful.

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martedì 7 dicembre 2010

The Dome

The Dome Stephen King
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Under the Dome - 10 novembre 2009 da Scribner
Pubblicato in Italia Sperling & Kupfer da Sperling & Kupfer


Prendiamo It e The Tommyknockers e infiliamoli dentro il Drive in (grazie Lansdale), e poi tiriamo le fila della storia secondo le regole di Stepehn King (un "cosa succederebbe se" portato alle estreme conseguenze), e poi ovviamente mettiamo un finale salvifico in cui si salvano veramente in pochissimi, in una moderna versione di Sodoma e Gomorra.
Solo che ovviamente parliamo del Re, e quindi i buoni che se la cavano hanno una dose industriale di scheletri nell'armadio, quelli veramente buoni fanno la stessa fine di quelli veramente cattivi (solo risparmiati dal cadere in incubi spaventosi), e tutto è così giocato sul filo di una totale verosimiglianza da far sperare che non diventi mai vero.
Obiettivamente parlando, non è uno dei veri capolavori del Re, nonostante ciò, mi sento di avvertire i futuri lettori che è bene non iniziare il libro alle undici di sera, a rischio di continuare a leggere tutta la notte e accompagnare le ultime righe col suono della sveglia alle sette. Esattamente come è successo a me ...


domenica 11 gennaio 2009

Carrie

Carrie Stephen King
My rating: 5 of 5 stars

Prima edizione 1974

Nonostante siano passati innumerevoli anni dalla pubblicazione di Carrie, non la si può definire un'opera giovanile, perché il Re mostra già ogni grammo del suo eccezionale talento.
Uno spettacolare libro horror, che solo apparentemente ha come argomento i tremendi poteri psichici di una ragazzina, ma in realtà parla dei traumi dell'adolescenza uniti ai danni di una educazione religiosa integralista.
Chi di noi, per quanto normale e integrato, non ha desiderato, almeno una volta nella vita, di fare tabula rasa di tutto ciò che lo circonda e che ha percepito come disturbo, come per esempio i compagni di classe che con crudeltà adolescenziale hanno preso in giro i nostri chili di troppo e i nostri foruncoli?
Ecco, noi non abbiamo i poteri di Carrie, ma King ci insegna che, se li avessimo avuti, non ci saremmo comportati in maniera diversa.


venerdì 27 giugno 2008

Duma Key

Duma Key Stephen King
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato in Italia 22 gennaio 2008 da Sperling & Kupfe

E' difficile scrivere un commento sensato per un libro che ha dentro così tanto come Duma Key, subito dopo aver letto la parola fine.
Il filo conduttore è sicuramente il dolore, il dolore che uccide e fa impazzire, e che nello stesso tempo è un vascello della coscienza.
Un altro filo conduttore è l'amicizia, un tipo di amicizia che non ha una parola in italiano per descriverla, ma che è quasi una compenetrazione dello spirito e che fa si che, finché la si prova, sia lieto dare la vita per l'amico, e che, quando si allenta, lasci un dolce rimpianto e un ricordo imperituro, quasi che un altro essere sia venuto ad abitare dentro di noi illuminando le nostre stanze.


domenica 8 giugno 2008

Cujo

Cujo Stephen King
My rating: 3 of 5 stars

Prima edizione 8 settembre 1981
Pubblicato in Italia 15 aprile 1995 da Sperling & Kupfer

Famosissima opera giovanile del Re, Cujo è un libro che non mi convince fino in fondo.
La storia è anche bella è ben congegnata, ma alcuni riferimenti di tipo puramente orrorifico sono pretestuosi e inseriti quasi a forza nella storia, che filerebbe via molto meglio e sarebbe ugualmente horror anche senza.