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mercoledì 17 agosto 2016

Salve amici della notte, sono Porzia Romano

Salve amici della notte, sono Porzia Romano Rita Angelelli
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 16 agosto 2016 da Le Mezzelane

La notte è sempre troppo lunga per me, nonostante ami il buio e il silenzio, nonostante ci sia il cane a farmi compagnia. Spesso sto bene con me stessa. È quando si affollano i pensieri, che tutto fa rumore, persino il mio stesso respiro; il battito del cuore diventa un tonfo, un rumore cupo che detesto. E nel silenzio della notte... tutto è tutto e niente è niente. Ogni cosa si amplifica, il troppo diventa eccessivo e il niente diventa il vuoto.
In un racconto che dura una notte, negli stralci di un diario e un’intervista radiofonica non programmata, la protagonista si racconta, denunciando una mala sanità e le sofferenze fisiche e psicologiche che ha dovuto subire negli anni.



giovedì 14 luglio 2016

Das Buch von Blanche und Marie

Das Buch von Blanche und Marie Per Olov Enquist
My rating: 2 of 5 stars

Titolo originale Boken om Blanche och Marie - 2004
Edizione tedesca 2005 da Hanser
Edizione italiana Il libro di Blanche e Marie - Iperborea 2006

Dopo i fasti de Il medico di corte, Enquist ha prodotto cose buone, ma non eccezionali. Questo romanzo è secondo me persino al di sotto della media. La fittizia convivenza tra Marie Curie e la musa di Charcot, Blanche Wittman, che dovrebbe servire per creare un parallelo tra i laboratori nei quali si è scoperto il radio e quell'orrore infame che fu la Salpêtrière, dove si ammassavano 6000 donne rese malate dal desiderio di fama di uomini che manco credevano avessero un'anima e che del loro malessere facevano spettacolo, spettacolo che chiamavano ricerca scientifica.
Il linguaggio è pesante, il tentativo di dare credibilità a una forzatura narrativa ben visibile, le due donne esaminate con la stessa guardoneria di Charcot e degli altri medici della Salpêtrière.
Del tutto sconsigliabile.

Nach dem Glanz von Der Besuch des Leibarztes hat Enquist gute Dinge produziert, aber nicht außergewöhnlich. Dieser Roman ist meiner Meinung nach sogar unter dem Durchschnitt. Die fiktive Koexistenz zwischen Marie Curie und Charcot Muse, Blanche Wittman, die dazu dienen sollte, eine Parallele zwischen den Forschinglabor, in dem Radium entdeckt wurde, und dem berüchtigten Grauen, dass die Salpêtrière war, wo 6000 Frauen wurden aufgestapelt, krank gemacht durch Wunsch nach Ruhm von Männern die glaubten, dass sie hatten nicht einmal eine Seele und und die durchgeführt ihr Unwohlsein, eine Show, die sie wissenschaftliche Forschung genannt. Die Sprache ist schwer, der Versuch, Glaubwürdigkeit zu einer klaren narrativen Krampf zu geben, die beiden Frauen mit dem gleichen Voyeur Auge von Charcot und andere Ärzte der Salpêtrière untersucht. Nicht ratsam.


lunedì 23 maggio 2016

Timira. Romanzo meticcio

Timira. Romanzo meticcio Wu Ming 2, Antar Mohamed Marincola
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 2012 da Einaudi

Timira, ovvero Isabella Marincola, è un personaggio realmente esistito, e questa, scritta a quattro mani da Wu Ming 2 e dal figlio della protagonista, è la sua biografia romanzata. Isabella è un personaggio sopra le righe, e non può essere altro perché, fin dalla sua nascita, è stata trattata come una specie di fenomeno da baraccone e purtroppo, nel corso e ricorso storico dell'italiota italietta, tornata ad essere fenomeno da baraccone quando il sempre più pressante e urgente fenomeno migratorio ha aperto le gabbie dei fascisti e dei razzisti di ritorno, quelli convinti di essere meglio degli altri per meriti di razza, quelli convinti che essere e fare le cose in modo diverso significhi essere inferiori e non, appunto, semplicemente diversi.
Detto questo, ho trovato il libro un po' discontinuo e un po' troppo bianco o nero, forse l'avrei gradito un po' più meticcio, e non riesco a capire se questo sia derivato dalla vera personalità di Isabella, che si è sempre sentita e comportata come una fuori casta, dalla difficile amalgama di due mondi.


martedì 10 maggio 2016

The Cauliflower®

The Cauliflower® Nicola Barker
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 21 aprile 2016 da William Heinemann

Alla fine dell'ottocento visse in India un santone, uno dei tanti, si potrebbe dire, che quella terra intrisa di misticismo sforna a profusione, se non che questo individuo, a differenza di quasi tutti gli altri, invece di trovare dio attraverso le scritture, lo andava cercando attraverso un rapporto personale, spesso apparendo, agli occhi delle persone normali, niente più che un pazzo furioso. Questo santo pazzo, o pazzo santo che dir si voglia, è tutt'ora conosciuto come Sri Ramakrishna, e questa è una specie di biografia non autorizzata e piuttosto divertente, che racconta la sua storia mettendola in alcuni punti a confronto con quella di Madre Teresa, anche se, secondo me Sri Ramakrishna assomiglia di più a San Francesco, sia dal punto di vista degli atteggiamenti poco ortodossi sia dal punto dei risultati nel campo della ricerca della fede.
La struttura del romanzo è piuttosto insolita, e questo a volte ne rende difficile la lettura, senza contare che nell'ultima parte viene dato eccessivo spazio dato alle lamentazioni di Hridayram, nipote e servitore un po' infedele del guru.


The late nineteenth century a holy man lived in India, one of many, you could say, that that land imbued of mysticism produces in abundance, if not this individual, unlike almost all the others, instead of finding God through scripture, was looking through a personal relationship, often appearing in the eyes of ordinary people, nothing more than a madman. This holy fool, or fool holy, if you prefer, is still known as Sri Ramakrishna, and this book is a kind of unauthorized and quite funny biography, that tells his story comparing it in some points with the one of Mother Teresa , although, in my opinion Sri Ramakrishna looks more like St. Francis, both from the point of view of the unorthodox attitudes both in terms of results in research of the faith.
The structure of the novel is quite unusual, and this sometimes makes it difficult to read, not to mention that in the last part too much space is given to the lamentations of Hridayram, niece and a little infidelservant of the guru.

giovedì 14 aprile 2016

Pope Francis Takes the Bus, and Other Unexpected Stories

Pope Francis Takes the Bus, and Other Unexpected Stories Rosario Carello
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 1 luglio 2016 da Servant

Mettiamo subito una cosa in chiaro: questo libriccino non ha alcun merito letterario. Nonostante ciò è piacevole da leggere perché narra di modesti episodi di una persona che, nella sua umiltà, in pochi anni ha cambiato, spero per sempre, l'idea che il mondo ha di un Papa cattolico, mettendo definitivamente in pensione l'immagine del Papa Re, sostituita da quella del Papa al servizio.
Lascia un po' d'amaro in bocca la riflessione che al giorno d'oggi questi episodi, del tutto normali, siano così inconcepibili da sembrare eroici.

We get it clear: this little book has no literary merit. Despite this, it is enjoyable to read because it tells of modest episodes of a person who, in his humility, in a few years has changed, hopefully for ever, the idea that the world has of a Catholic Pope, finally putting in retirement the image of the Pope King, replaced by that of the Pope that serves.
The reflection that nowadays these episodes, quite normal, are so inconceivable as to seem heroic, leaves a little of bitter taste.

sabato 11 aprile 2015

The Dancer and the Raja - The True story of the Princess of Kapurthala

The Dancer and the Raja - The True story of the Princess of Kapurthala
Javier Moro
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato il 23 settembre 2014 da Open Road Integrated Media

Ho sempre sostenuto che un buon romanzo storico può dare più informazioni di qualsiasi libro di storia sul periodo di cui tratta. Questo perché un buon romanzo storico coniuga un elevato livello di attendibilità relativo ai luoghi, ai tempi, alle relazioni tra i personaggi realmente esistiti, con una parte romanzesca che questi personaggi fa vivere, costruita studiandone a fondo la personalità. The Dancer and the Raja è sotto tutti i punti di vista un buon romanzo storico il cui personaggio principale, Anita Delgado - una giovanissima ballerina di origine spagnola diventata per matrimonio una principessa indiana - si muove sullo sfondo della Belle Époque e del rigido codice morale della società angloindiana di epoca vittoriana. Molto ben scritto, con personaggi a tutto tondo, e molto ben documentato dal punto di vista della storia "storica", è necessario ricordare che è comunque un romanzo, e pertanto quelli che sono descritti come i sentimenti e le relazioni tra i vari protagonisti sono frutto della fantasia dell'autore.



I have always said that a good historical novel can give more information than any history book on the period of which it speaks. This is because a good historical novel combines a high level of trust relating to the places, the times, the relationship between the characters really existed, with a fictional part that makes these characters alive, built by studying in depth the personality. The Dancer and the Raja is from all points of view a good historical novel whose main character, Anita Delgado - a very young dancer of Spanish origin become by wedding an Indian princess - moves on the background of Belle Epoque and of the strict moral code of Anglo-Indian society of the Victorian era. Very well written, with all-round characters, and very well documented from the point of view of historic histor, you must remember that it is still a novel, and therefore those who are described as the feelings and relationships between the various protagonists are fruit of the imagination of the author.

venerdì 18 aprile 2014

Sex!: The Punctuation Mark of Life

Sex!: The Punctuation Mark of Life Lucretia Torva
My rating: 1 of 5 stars

Pubblicato marzo 2014 da Tenth Street Press

Considerato il lavoro che faccio, vale a dire redattore per una casa editrice specializzata in romanzi erotici, mi sono avvicinata a questo libro piuttosto speranzosa, dato che la quarta di copertina prometteva vere storie di vero sesso. Non dubito assolutamente del fatto che le storie siano vere, quello di cui dubito è che siano in grado di coinvolgere eroticamente il lettore. Nell'introduzione l'autrice scrive che il lettore può tranquillamente masturbarsi, se la lettura lo spinge a farlo, se non che già a metà del primo racconto più che desiderio sessuale ho cominciato a provare una insopprimibile noia. Non è usando a più non posso il verbo fottere, declinato in vari modi, e nemmeno riempiendo le pagine della riproduzione di gridolini di soddisfazione, che si genera eccitazione. La scrittura in generale è piatta e sciatta, e l'uso del tempo presente anche per avvenimenti risalenti a quaranta anni fa fa assomigliare il tutto a un temino delle medie. Sconsigliabile.


Given the work that I do, editor for a Publishing House specialized in erotic novels, I approached this book quite hopeful: the back cover promised real stories of real sex. Absolutely no doubt that the stories are true, which I doubt is that they are able to erotically engage the reader. In the introduction, the author writes that the reader can feel free to masturbate when the reading inspires her/him to do so, but already in the first half of the first story I began to feel an irrepressible boredom rather than sexual desire. It is not using word like to fuck, declined in various ways, and not filling the pages of reproduction of squeals of satisfaction, that generates excitement. The writing in general is flat and sloppy, and the use of the present tense for events dating back to forty years ago, make everything liking like a junior high homework. Inadvisable.

martedì 1 ottobre 2013

El especialista de Barcelona

El especialista de BarcelonaAldo Busi
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 13 novembre 2012 da Dalai

Un Busi in grande spolvero che ci fa leggere qualcosa di del tutto indefinibile, e che è un'autobiografia. Un libro vero e bugiardo, dei quali gli unici protagonisti sono lui e il suo alter ego la foglia di platano, essendo gli altri comparse, pretesti, scuse per l'inventiva e per il gioco dello scambio di sesso e dell'illusione.
Scritto benissimo per il 100%, pirotecnico e godibile all'incirca per il 60%, essendo alcune parti funzionali allo scarico di nervi dell'autore, ma non alla sopportazione del lettore.


martedì 17 settembre 2013

Le cose che non ho detto

Le cose che non ho detto Azar Nafisi
My rating: 3 of 5 stars

Titolo originale Things I've Been Silent About - 2008 da Random House
Edizione italiana 2009 da Adelphi

Autobiografia della Nafisi, famosa per Leggere Lolita a Teheran, in realtà narrazione biografica di una famiglia e un'epoca, viziata dai controversi rapporti tra il padre e la madre.
Avrebbe potuto essere molto interessante dato il momento in cui si svolge la parte centrale - vale a dire la rivoluzione islamica - date le persone coinvolte - il padre fu sindaco di Teheran e la madre una delle prime donne parlamentari sotto lo Shah - invece è spesso confusa, piena di fatti ininfluenti e disarticolati, che non permettono di capire che cosa abbia realmente influenzato la crescita politica e intellettuale dell'autrice.


Autobiography of Nafisi, famous for Reading Lolita in Tehran, actually the biographical narrative of a family and an era marred by the controversial relationship between the father and the mother.
It could have been very interesting since the time when there is the central part - ie the Islamic Revolution - and the people involved - her father was mayor of Tehran and the mother one of the first parliamentarians women  under the Shah - instead it is often confused, full of facts irrelevant and disjointed, which does not allow you to understand what has really influenced the author's intellectual and political growth.

sabato 7 settembre 2013

Dizionario delle cose perdute

Dizionario delle cose perdute Francesco Guccini
My rating: 2 of 5 stars

Pubblicato nel 2012 da Mondadori

Ci hanno già provato in tanti, compreso Erri De Luca con Napolide, ma queste operazioni di recupero memoria risultano sempre dal mediocre al deludente.
Senza contare che Guccini doveva essere proprio in un momento di scarsa ispirazione e questo si traduce in una scrittura decisamente pesante e poco curata.


martedì 16 luglio 2013

La città degli specchi

La città degli specchiJanet Frame
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Envoy from Mirror City: An Autobiography - 1 settembre 1985 da George Braziller
Pubblicato in Italia giugno 1992 da Interno Giallo

Una certa casualità nella scelta delle letture a volte fa fare strani incontri, ed questo il caso di La città degli specchi, che ritenevo un'opera di fantasia e invece è un'autobiografia, e non solo, è il terzo volume dell'autobiografia di Janet Frame.
Fortunatamente la prosa è tale, nonostante la traduzione poco degna, da non rendere necessaria la conoscenza dei due volumi precedenti, e la storia di questa timida scrittrice neozelandese a lungo creduta pazza, come spesso avviene alle donne geniali, dalla Nuova Zelanda all'Inghilterra e ritorno, attraverso la presa di coscienza della propria personalità, del proprio corpo, della propria sanità mentale e, soprattutto del proprio talento, è decisamente avvincente.


martedì 11 giugno 2013

Il giardino delle bestie: Berlino 1934

Il giardino delle bestie: Berlino 1934Erik Larson
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale In the Garden of Beasts: Love, Terror, and an American Family in Hitler's Berlin - 10 maggio 2011 da Crown
Pubblicato in Italia Febbraio 2012 da Neri Pozza

Accattivante come un romanzo, Il giardino delle bestie è in realtà una documentata biografia di William Dodd, ambasciatore americano nella Germania di Hitler, oltre che l'unica persona intellettualmente abbastanza onesta, oltre che resa perspicace per via della propria formazione di storico, da rendersi conto della reale pericolosità di Hitler, della totale follia dei suoi accoliti, e dell'orrore del suo regime.


Captivating like a novel, In the Garden of Beasts is actually a documented biography of William Dodd, the American ambassador to Hitler's Germany, as well as the only person intellectually honest enough, as well as insightful because of his formation as historian, to make himself account of the real danger of Hitler, the utter madness of his acolytes, and the horror of his regime.

giovedì 30 maggio 2013

La terra della mia anima

La terra della mia anima Massimo Carlotto
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 26 febbraio 2008 da e/o

Biografia romanzata o romanzo biografico che sia, La terra della mia anima mostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la grande classe di scrittore, la comprensione dei fatti e la capacità di immedesimazione di Carlotto.
Perché anche un bandito, uno che fin da ragazzino, tra politica e contrabbando, ha scelto la delinquenza, e di questo non si pente, ma solo, lucidamente, divide le cose che andavano fatte da quelle che era meglio non fare. Ed è capace di sognare.


lunedì 29 aprile 2013

Educazione siberiana

Educazione siberianaNicolai Lilin
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato marzo 2009 da Einaudi

Cos'è un'educazione criminale onesta? Sembra un ossimoro. D'altra parte la definizione di criminale qui ha più a che fare con usi e costumi tipici di una popolazione, quella nativa siberiana, che si è trovata assimilata a una civiltà diversa, con effetti paragonabili alla colonizzazione delle Americhe.
Lilin racconta la sua storia, la sua formazione, la sua Educazione Siberiana, con il linguaggio semplice di chi scrive in una lingua non sua, e con la fresca vivacità di chi ha i ricordi ancora sulla pelle, cosa letteralmente vera, dato che può leggerla nei tatuaggi che si porta addosso.
Particolare, a tratti divertente, comunque un documento di un altro mondo.


venerdì 26 aprile 2013

Zucchero ghiaccio vetro filato

Zucchero ghiaccio vetro filatoA.S. Byatt
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Sugar and Other Stories - 1987
Pubblicato in Italia 2002 da Einaudi


Che scriva complessi ed esaltanti romanzi vittoriani, che scriva delicati racconti, la Byatt è una scrittrice che rasenta la perfezione.
Nell'uso del linguaggio, dove ogni parola è non solo al suo posto, ma assolutamente necessaria; nella delicata complessità delle trame, perfettamente equilibrate, vere, commoventi; nella descrizione dei personaggi che sono a tutto tondo anche nei racconti più brevi.
Una splendida lettura.


Both she write complex and exciting Victorian novels and she to write delicate stories, Byatt is a writer close to perfection. When using the language, where every word is not only in place, but absolutely necessary; in the delicate complexity of the plots, perfectly balanced, real, touching; in the description of the characters that are well rounded even in the short stories. A wonderful reading.

lunedì 8 aprile 2013

Scrittura cuneiforme

Scrittura cuneiforme Kader Abdolah
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Spijkerschrift - 31 dicembre 1999
Pubblicato in Italia 19 marzo 2003 da Iperborea

Tra passato e presente, tra Persia e Olanda, riconciliarsi col passato per poter vivere più pienamente il presente. Ismail, rifugiato politico iraniano, fuggito dalla presa del potere degli ayathollah, che hanno precipitato l'Iran dalla dittatura alla fanatica teocrazia, cerca di adattarsi al suo nuovo paese ricostruendo la figura paterna e i suoi appunti scritti in una inventata scrittura cuneiforme.
Bellissimo.


martedì 2 aprile 2013

Dalla Luce alla notte. Così vita da morire

Dalla Luce alla notte. Così vita da morire Marco Alemanno
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 2013 da Bompiani

Ci sono biografie e biografie. Ci sono le biografie scritte da chi fa' il biografo per professione, che addensano razionalmente i fatti che hanno composto la vita di una persona fino a comporne il ritratto. Poi ci sono le biografie di coloro che sono rimasti indietro, coloro la cui vita è stata dimezzata dalla mancanza, che descrivono sì i fatti, ma parlano della persona dal punto di vista di chi è rimasto, come a volere continuare il dialogo interrotto. Questa è la biografia di Dalla secondo Marco Alemanno, che trasuda amore dietro al pudore dei sentimenti e dei rapporti che fino alla fine sono restati privati.
Lucio, manchi tanto anche a noi.


lunedì 17 dicembre 2012

Il diavolo e la rossumata

Il diavolo e la rossumata Sveva Casati Modignani
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 2012 da Mondadori

Il recupero della memoria di una bambina in tempo di guerra, tra i vezzi di una famiglia borghese di quei tempi (miseria privata e pubblica nobiltà), e molto, milanesissimo, calvinismo.
Essendo lombarda, anche se nata ad anni dalla guerra, ricordo molte delle atmosfere e quasi tutte le ricette.
Libro grazioso, ma che non riesce a sollevarsi troppo.


lunedì 10 dicembre 2012

Tutti i colori del buio

Tutti i colori del buioStephen Kuusisto
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Planet of the Blind - 1977
Pubblicato in Italia 1998 da Mondadori

Cieco è uno che non vede, ma ci sono moltissimi modi di non vedere, e il buio può essere pieno di colori cangianti come l'arcobaleno e forme come nuvole nel vento. Un mondo meraviglioso ma incompatibile con la vita di ogni giorno, con lo studio, con i viaggi, con la spesa. Eppure fin da piccolo Stephen cerca di vivere come un vedente, sfidando la sorte ad ogni attraversamento di strada, ad ogni viaggio, mentendo a tutti e soprattutto a se stesso, e provocandosi ferite e pene, soprattutto psicologiche.
Finché un banale incidente, che compromette la sua pur marginale capacità di visione lo costringerà a venir a patti con la sua disabilità, ad imparare ad usare il bastione bianco e metterà sulla sua strada Corky, la star dei cani guida.
Bella autobiografia, in cui l'autore non si fa sconti, come spesso accade in questo genere.


martedì 4 dicembre 2012

Storia di un corpo

Storia di un corpoDaniel Pennac
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Journal d'un corps - pubblicato 9 febbraio 2012 da Gallimard
Pubblicato in Italia 1 ottobre 2012 da Feltrinelli

Un libro assai strano, insolito nella forma, affrontato all'inizio con molte perplessità: che cosa racconterà un diario del corpo? Di solito al diario si consegnano confessioni, intimi pensieri, magari qualche disturbo, così, di passaggio, per giustificare un particolare cattivo umore.
E invece qui si parla del corpo, e attraverso il corpo dei sentimenti e dei ricordi, delle relazioni, di simpatie antipatie e amori, il tutto con leggerezza e senza imbarazzi, con metafore fulminanti, impietosamente e con la massima verosimiglianza, e guizzi di humor irresistibili.
Sconsiglierei questo libro ai più giovani, che forse lo troverebbero pedante, e ai più vecchi, già troppo presi dal proprio decadimento per apprezzare quello altrui, mentre è indicatissimo per lettori dell'età di mezzo.
Ovviamente, il tutto è rigorosamente al maschile, e si apprezza l'onestà di Pennac nel non aver cercato di uscire dall'esperienza del proprio corpo.