Visualizzazione post con etichetta narrativa italiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta narrativa italiana. Mostra tutti i post

domenica 4 settembre 2016

Il Cinghiale che uccise Liberty Valance

Il Cinghiale che uccise Liberty Valance Giordano Meacci
My rating: 2 of 5 stars

Pubblicato 3 marzo 2016 da Minimum fax


Belle idee, un sacco di belle idee, troppe belle idee, che purtroppo non riescono a fare un bel libro, a dispetto della buona scrittura, di un linguaggio a volte pirotecnico e di momenti davvero intensi.
Due sono le sottotrame principali: due adolescenti che vedono, con attenzione da cinefili maniaci, un vecchio film con John Wayne, analizzandone i singoli fotogrammi e le singole battute (e a me, che cinefila non sono questo ha ricordato un film che ho quasi sicuramente visto, ma del quale non rammento il titolo), e il diventare senziente di un cinghiale, che spia gli umani - gli Alti sulle Zampe - cercando di appropriarsi del loro linguaggio, e di progettare azioni eclatanti che risparmino la sua specie dal diventare saporiti spezzatini. Già è molta roba, ma su questo tronco si innestano rami di specie diverse: un ragazzino con un occhio nero e uno azzurro che verso la fine del romanzo patisce di atroci mal di testa, che fanno pensare a un parto divino tipo Atena che nasce dalla testa di Zeus, ma è un pensiero mio, ché l'autore lascia la cosa lì, sospesa. Poi ci sono un paio di suicidi per impiccagione, dei quali uno quasi certamente fasullo, con una modalità mafiosa e di traffico internazionale di veleni che avrebbe meritato di migliore investigazione, tradimenti, dispetti e altre storie di paese, tutto lasciato lì, senza né capo né coda.
Un libro insomma che ha molti buoni spunti, ma che avrebbe dovuto essere potato meglio.


sabato 3 settembre 2016

Le femmine del babbuino

Le femmine del babbuino Mechi Cena
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 2016 da Le Mezzelane Casa Editrice

Un noir nel senso più classico del temine. Un viaggio in questa nostra Italia densa di segreti, un viaggio che arriva fino in Africa, in compagnia del Commissario Laitano, un personaggio indimenticabile.


lunedì 29 agosto 2016

Hic sunt leones

Hic sunt leones Hic sunt leones by Anton Francesco Milicia
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 29 agosto 2016 da Le Mezzelane Casa Editrice

Gente che scompare. Un dolore sordo in chi resta, che a poco a poco diventa rabbia. Fin dove possono portare questi sentimenti se spinti alla deriva è difficile dirlo, ma sono davvero troppe le persone che giorno dopo giorno cadono in un vuoto inspiegabile, tanto che, come immaginavano gli antichi romani, viene da pensare all’esistenza di una ignota e selvaggia terra degli scomparsi, nella quale vivono le belve feroci. E chi finisce in mezzo ai leoni, raramente sopravvive.

domenica 21 agosto 2016

Ragazzi di carta

Ragazzi di cartaMarco Mazzanti
My rating: 5 of 5 stars


Pubblicato 20 agosto 2016 da Le Mezzelane Casa Editrice

Hanno nomi di colori. Hanno nomi di pianeti, stelle, lune. Hanno i nomi di tutti e di nessuno. Altri non ne posseggono proprio. Sono uomini. Sono donne. Ed è quanto basta. Sono ragazzi di carta.

Fuggono. Camminano. Ritornano. Guardano indietro. Si sfiorano. Si voltano e di nuovo fuggono. Corrono.

Le loro storie descrivono con esattezza la fragilità della gioventù odierna e la precarietà dei rapporti interpersonali.

Ragazzi di carta è un libro dai toni metafisici che, in un mix di poesia e prosa, nel suo insolito fluire, lascia spiazzato il lettore, guidandolo lungo un sentiero di forme narrative che si rivelerà, al termine del viaggio, un'autentica sorpresa.

mercoledì 17 agosto 2016

Salve amici della notte, sono Porzia Romano

Salve amici della notte, sono Porzia Romano Rita Angelelli
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 16 agosto 2016 da Le Mezzelane

La notte è sempre troppo lunga per me, nonostante ami il buio e il silenzio, nonostante ci sia il cane a farmi compagnia. Spesso sto bene con me stessa. È quando si affollano i pensieri, che tutto fa rumore, persino il mio stesso respiro; il battito del cuore diventa un tonfo, un rumore cupo che detesto. E nel silenzio della notte... tutto è tutto e niente è niente. Ogni cosa si amplifica, il troppo diventa eccessivo e il niente diventa il vuoto.
In un racconto che dura una notte, negli stralci di un diario e un’intervista radiofonica non programmata, la protagonista si racconta, denunciando una mala sanità e le sofferenze fisiche e psicologiche che ha dovuto subire negli anni.



domenica 17 luglio 2016

Le ombre di Montelupo

Le ombre di MontelupoValerio Varesi
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 30 giugno 2015 da Frassinelli

Stanco e un po' in crisi, il commissario Soneri va in vacanza nel suo paese natio, sui monti che confinano con la Liguria, terra storica di briganti e partigiani, convinto di andare a funghi e ricaricare le pile. Si troverà invece in un autentico ginepraio, con i paesani incazzati come api scacciate dal nido, a causa del fallimento del locale salumificio e della perdita di lavoro e risparmi. A ciò si aggiunge la guerra all'ultimo sangue tra Palmiro, il fondatore del salumificio, e il Macchiaiolo, due vecchi, testardi montanari, rimasti amici nonostante il diverso fronte scelto durante il fascismo, ma ora acerrimi nemici perché dove non poterono fascismo e comunismo, arriva il capitalismo. Per aumentare l'entropia, il commissario scopre in una forra il cadavere di Paride, figlio di Palmiro, del quale la moglie va dicendo in giro che si trova all'estero a cercare soldi per tacitare i creditori.
Nonostante sia in vacanza, per via della sua conoscenza del paese e delle sue dinamiche Soneri si troverà invischiato nell'indagine e ne verrà a capo, ma con tanto e tale disgusto che deciderà di non rimettere mai più piede nei luoghi della sua infanzia.
Come sempre un ottimo noir, intelligente, penetrante e ben scritto, con personaggi che rimangono scolpiti nella mente e tra i quali spicca, gigantesca non solo nelle proporzioni fisiche, la figura tragica del Macchiaiolo.


sabato 25 giugno 2016

La quinta stagione è l'inferno

La quinta stagione è l'inferno Salvatore Niffoi
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 26 febbraio 2014 da Feltrinelli

Un giorno un uomo morente viene scaricato davanti alla casa di Veronica e di suo figlio Remundo. Indossa scarpe di marca e calze di seta. L'uomo manca da quella casa da vent'anni, dal giorno stesso in cui gli nacque quel figlio al quale affida, in un lungo delirante monologo, la confessione della sua vita disgraziata e la chiave per un futuro diverso. Perché, pur essendo stato lontano per vent'anni, Bantine non ha abbandonato volontariamente la moglie e il figlio, e da lontano ha sempre protetto i suoi grandi amori. E continuerà a farlo anche da morto, da sotto il melograno, lontano dagli occhi rapaci dei suoi nemici.
Un racconto disperato, terribile eppure pieno di umanità, una delle bellissime storie della Sardegna di Niffoi.


venerdì 17 giugno 2016

Semina il vento

Semina il vento Alessandro Perissinotto
My rating: 4 of 5 stars

Per evitare il terrorismo islamico, basta chiudere le frontiere, impedire ai migranti di entrare nelle nostre terre, mantenerci puri e duri nella nostra tradizione, nel nostro possesso del territorio. O no?
Forse in questo ragionamento c'è qualcosa che non va, visto che sempre più spesso i terroristi sono immigrati di seconda o terza generazione, istruiti, provenienti da famiglie laiche. Qualche tempo fa, dopo la terribile strage di Parigi, la madre di uno degli attentatori ha raccontato in televisione si essere stata felice quando suo figlio ha smesso di bere e di fumare erba, ma che adesso, col senno di poi, se avesse saputo che cosa c'era alla base di questo suo ravvedimento, il vino e l'erba sarebbe andati a comprarglieli di persona. Perché questi giovani in estremisti li abbiamo trasformati noi, con le nostre grida di padroni a casa nostra, molto spesso provenienti da chi fino a poco tempo fa le stesse grida le subiva dall'altra parte della barricata, e che così facendo si è costruito una società immaginaria, costringendo gli altri a fare lo stesso. Io sono io e voi non siete un cazzo, sembrano dire gli amministratori beceri che negano alla bella francese, la cui unica colpa è di avere genitori iraniani, di integrarsi nella loro società solo a causa della sua apparente diversità, che le dicono che è una puttana perché ha sposato un italiano, e via dicendo. E così facendo la spingono a conoscere meglio quell'universo di cui mai aveva avuto sentore, e a fare questa conoscenza dalla parte sbagliata, quella del noi contro di voi perché voi contro di noi.
La voce narrante è il marito della donna, accusato di essere suo complice nell'atto di terrorismo in cui lei si è uccisa, in un atto di vendetta nei confronti della sua innocenza, nel senso di accettazione del prossimo, perduta. E pur non essendo complice, l'uomo tuttavia non è estraneo ai fatti, perché ha lasciato cadere nel baratro del radicalismo un'anima pura. In questo senso il romanzo si accosta a L'attentatrice, di Yasmina Khadra, che non a caso viene citato.
Da leggere.


lunedì 23 maggio 2016

Timira. Romanzo meticcio

Timira. Romanzo meticcio Wu Ming 2, Antar Mohamed Marincola
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 2012 da Einaudi

Timira, ovvero Isabella Marincola, è un personaggio realmente esistito, e questa, scritta a quattro mani da Wu Ming 2 e dal figlio della protagonista, è la sua biografia romanzata. Isabella è un personaggio sopra le righe, e non può essere altro perché, fin dalla sua nascita, è stata trattata come una specie di fenomeno da baraccone e purtroppo, nel corso e ricorso storico dell'italiota italietta, tornata ad essere fenomeno da baraccone quando il sempre più pressante e urgente fenomeno migratorio ha aperto le gabbie dei fascisti e dei razzisti di ritorno, quelli convinti di essere meglio degli altri per meriti di razza, quelli convinti che essere e fare le cose in modo diverso significhi essere inferiori e non, appunto, semplicemente diversi.
Detto questo, ho trovato il libro un po' discontinuo e un po' troppo bianco o nero, forse l'avrei gradito un po' più meticcio, e non riesco a capire se questo sia derivato dalla vera personalità di Isabella, che si è sempre sentita e comportata come una fuori casta, dalla difficile amalgama di due mondi.


lunedì 16 maggio 2016

Il castello di San Michele

Il castello di San Michele Laura Caputo
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 2012 da Leucotea

Tecnicamente parlando, questo è un metalibro, vale a dire un libro che nella sua narrazione parla della realizzazione di un altro libro, nella fattispecie la biografia di un famoso pericolo pubblico numero uno, che dal suo ergastolo fa e disfa da trent'anni cose di camorra.
Lei, la protagonista e voce narrante, è una giornalista che da molti anni vive all'estero, nota per aver intervistato i peggiori criminali d'oltralpe, e forse per questo, per questa sua capacità di entrare nel cuore nero di questi personaggi pur mantenendo distacco, neutralità e chiarezza, è stata scelta dal boss per diventare un'inviata nel suo mondo, che deve descrivere al mondo esterno e finanche a lui stesso.
Ma la Campania non è Marsiglia e l'Italia non è la Francia, e la giornalista si ritroverà contesa, si ritroverà a cercare di non essere definita "cosa nostra" da ciascuno degli attori, nonostante lei cerchi di tirare dritto per la sua strada, sorretta da un mix di forza di carattere, ingenuità e incoscienza.
Nonostante la sua determinazione però, il groviglio diventa ogni giorno più inestricabile, fino all'inesorabile conclusione, determinata dal fatto che nessuno, né i buoni né i cattivi, intende rinunciare al ruolo che si è scelto.
Libro ben scritto, interessante, chiaro frutto di un'intensa attività di ricerca e di una notevole indipendenza di pensiero. Personaggi profondi, funzionali, minuziosi e interessanti anche quando sono minori; tra tutti spicca quella specie di voce della coscienza della protagonista che è 'zi Mario, che ogni mattina, sulla panchina del giornalaio, incontra la giornalista e "le spiega che pensa", lasciandola pronta per un'altra giornata di domande e di dubbi.
Da leggere.

View all my reviews

mercoledì 4 maggio 2016

Il saltozoppo

Il saltozoppoGioacchino Criaco
My rating: 4 of 5 stars

Ci sono due famiglie in Aspromonte, due famiglie come ce ne sono tante, che si odiano da secoli di un odio che niente può estinguere. Una denomina se stessa i Lupi, l'altra le Aquile. Come spesso accade, l'odio si trasmette per via patrilineare, che le donne hanno bel altro nella testa, e provano, da secoli, a far entrare un po' di buon senso nella testa dei loro uomini. Due dei rampolli di queste casate sono andati lontano, a nord, forse nel tentativo di far uscire la peste dell'odio dal loro sangue, hanno persino sposato donne di fuori sperando che quel sangue nuovo scacciasse il vecchio dalle vene dei loro figli, ai quali hanno dato nomi slegati dalla tradizione, ma alla fine il richiamo della terra li ha riportati là dove l'odio germoglia. E un giorno i figli si incontrano: sono due gemelli, maschio e femmina, che si amano con l'amore assoluto dei gemelli, e un ragazzo, che amerà la figlia del nemico di suo padre con amore di uomo per la donna della sua vita.
E' una storia contorta, dolorosa, piena di sangue, di morti e d'amore quella che scrive Criaco, la storia di una peste che scorre nel sangue e che deve in qualche modo esorcizzata e scacciata, perché non ci riescono i morti, non ci riesce la galera, non ci riesce la mafia cinese, la peste può essere vinta solo dall'amore.
Un libro molto interessante e ben scritto, una piacevole sorpresa da parte di un autore che mi era del tutto sconosciuto.


giovedì 14 aprile 2016

Pope Francis Takes the Bus, and Other Unexpected Stories

Pope Francis Takes the Bus, and Other Unexpected Stories Rosario Carello
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 1 luglio 2016 da Servant

Mettiamo subito una cosa in chiaro: questo libriccino non ha alcun merito letterario. Nonostante ciò è piacevole da leggere perché narra di modesti episodi di una persona che, nella sua umiltà, in pochi anni ha cambiato, spero per sempre, l'idea che il mondo ha di un Papa cattolico, mettendo definitivamente in pensione l'immagine del Papa Re, sostituita da quella del Papa al servizio.
Lascia un po' d'amaro in bocca la riflessione che al giorno d'oggi questi episodi, del tutto normali, siano così inconcepibili da sembrare eroici.

We get it clear: this little book has no literary merit. Despite this, it is enjoyable to read because it tells of modest episodes of a person who, in his humility, in a few years has changed, hopefully for ever, the idea that the world has of a Catholic Pope, finally putting in retirement the image of the Pope King, replaced by that of the Pope that serves.
The reflection that nowadays these episodes, quite normal, are so inconceivable as to seem heroic, leaves a little of bitter taste.

domenica 29 novembre 2015

Teoria delle ombre

Teoria delle ombrePaolo Maurensig
My rating: 3 of 5 stars

 Pubblicato 8 ottobre 2015 da Adelphi

Per quanto, in linea di principio, mi piaccia la prosa di Maurensig, non sono riuscita a godere appieno di questo libro, forse perché l'autore non è riuscito del tutto a conciliare la sua vena di scrittore un po' "retrò", con stilemi linguistici che possono a volte sembrare ottocenteschi, con il desiderio di fare di questo libro una specie di noir. Il risultato è a volte un po' confuso, e, soprattutto, non si capisce bene che cosa, nella storia narrata, abbia spinto Maurensig a narrarla.
Il capitolo finale è forse la parte migliore di tutto il testo.


giovedì 27 agosto 2015

Macno

MacnoAndrea De Carlo
My rating: 1 of 5 stars

Pubblicato nel 1984 da Bompiani

Qualcuno lo scambia per una profezia del berlusconismo e dello strapotere delle televisioni e forse sarà anche così. Il problema però è che il romanzo è noioso, la storia è pesante, i personaggi irrisolti e la trama è profetica quanto può esserlo il nulla. In compenso il linguaggio è elementare e pretenzioso nello stesso tempo, e la grammatica farebbe inorridire una maestra di terza elementare.
Primo e ultimo De Carlo della mia vita.


giovedì 5 marzo 2015

L'oltraggio

L'oltraggio Sara Bilotti
My rating: 1 of 5 stars

Pubblicato il 27 gennaio 2015 da Einaudi

In qualche modo questo libro mantiene la promessa fatta dal titolo: è un oltraggio. Dovrebbe trattarsi di un nero erotico (qualsiasi cosa questo voglia dire), ma di erotismo non se ne trova da nessuna parte. Certo, si scopa, ma che scopare sia erotico non è né ovvio né necessario. E nemmeno parlare di bocche e fighe aperte è erotico. Dovrebbe essere anche un noir, ma di noir non c'è proprio niente. Un rapimento del passato: e quindi? Inviterei la sig.ra Bilotti a leggere un quantitativo industriale di noir seri, giusto per capire di che cosa si parla quando si usa questa definizione. Ma tutto questo è niente rispetto al modo con cui è scritto questo libro. Linguaggio che vagola tra l'inutilmente ampolloso e la povertà di un adolescente poco acculturato che comunica solo tramite sms (una per tutti: possibile che sotto la doccia ci si debba necessariamente buttare?) con punte comiche come l'atmosfera respingente e i capezzoli nudi sopra la canotta; punteggiatura approssimativa, errori di grammatica e un fraseggiare pesante che sembra preso da un tema delle medie scritto per fare colpo sulla prof.
La trama è del tutto inverosimile e in molti punti non tiene, manca qualsiasi approfondimento dei personaggi e la protagonista è irritante, per essere gentili.
Un autentico disastro.


View all my reviews

domenica 25 gennaio 2015

Il maestro di nodi

Il maestro di nodiMassimo Carlotto
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato nel 2004 da e/o

Vecchio libro di Massimo Carlotto, ambientato ai tempi del famigerato G8 di Genova, con i soliti protagonisti della serie, tre ex galeotti diventati investigatori privati ufficiosi, e dai modi molto spicci.
A loro si rivolge un uomo perché lo aiutino a ritrovare la moglie e allo stesso celare il vergognoso segreto di un giro di orge sadomaso.
Già da questa vergogna il libro denuncia un po' l'età, dato che oggi l'orgia sadomaso pare essere più sdoganata del normale sesso, ma a parte questo, alcuni dei personaggi sono un po' troppo caricaturali perché il libro possa essere qualcosa di più di una lettura da domenica pomeriggio.


mercoledì 7 maggio 2014

Accabadora

AccabadoraMichela Murgia
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 25 maggio 2009 da Einaudi

Nelle comunità vere la venuta al mondo, la vita intera e la morte non sono eventi privati, ma manifestazioni della comunità stessa. La natura intrinseca di queste società è l'essere matriarcali, perché, a dispetto dell'apparente potere degli uomini, sono le donne la vera guida, le madri che accolgono la vita nascente e hanno dentro di sé la forza e la pietà di terminare una vita ormai finita, eppure sospesa per una dimenticanza della morte.

sabato 28 dicembre 2013

Cate, io

Cate, io Cate, io by Matteo Cellini
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato il 1 febbraio 2013 da Fazi

Sarebbero 3 stelline e mezzo, ma siccome anobii non ama le mezze misure, e 4 sarebbe eccessivo...
Dunque, la storia è carina e commovente, Cate è una ragazza obesa che fa parte di una famiglia di obesi, e che si è costruita una corazza per proteggersi dal mondo, una corazza così stretta, con un paraocchi talmente chiuso, da non vedere proprio nulla se non se stessa.
Tutto giusto è tutto vero, noi ragazze sovrappeso abbiamo conosciuto molti dei tormenti di Cate, se non che il libro è in bianco e nero.
Troppo nero prima, troppo bianco dopo, e questo genera, in noi ragazze sovrappeso che nel frattempo siamo diventate donne in sovrappeso (e che benediciamo la nostra ciccetta che ci protegge dai segni del tempo) un senso di irrealtà.


lunedì 7 ottobre 2013

Lucy

Lucy Cristina Comencini
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 9 gennaio 2013 da Feltrinelli

Una donna forte ma a suo modo irrazionale, un amore strano, punteggiato dall'assenza, dall'incapacità di lasciarsi andare per paura di essere trasformati in qualcosa d'altro.
E uno scavo nella memoria che necessariamente passa dal primo uomo, e soprattutto dalla prima donna, veramente umani.
Un libro che dà voce a tutti i personaggi, e che pure, tutti, parlano con la voce della protagonista.
Non avevo mai letto nulla della Comencini, e questo è stato un primo approccio davvero gradevole.


domenica 6 ottobre 2013

Il diavolo, certamente

Il diavolo, certamenteAndrea Camilleri
My rating: 2 of 5 stars

Pubblicato gennaio 2012 da Mondadori

Ora, si sa che i racconti per loro natura sono ondivaghi e discontinui, ma questi, che oltretutto vorrebbero essere esercizi di stile con finale a sorpresa, sono anche stucchevoli, in molti casi poi tremendamente prevedibili, perché il diavolo è per sua natura creatura noiosa, che fa andare male ciò che è indirizzato bene.
Mettiamoci anche che questi esercizietti sono scritti in modo pedante ma impreciso.
Insomma, se dei 33 ne fossero stati scelti solo dieci, si sarebbe fatto un gran piacere ai lettori.