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giovedì 7 aprile 2016

Giornate tranquille

Giornate tranquilleLizzie Doron
My rating: 3 of 5 stars

Titolo originale Jamim schel scheket - 2005
Pubblicato in Italia 2010 da La Giuntina


E' la seconda volta in pochi giorni che mi capita in mano un libro che tratta un argomento che conosco poco, nonostante io abbia letto molto di quanto è stato scritto in merito al nazismo e alla Shoa, vale a dire il destino dei ragazzi e dei bambini, quasi tutti inesorabilmente orfani, emersi dall'orrore. Non sapevo quindi che quasi tutti questi bambini e ragazzi vennero attivamente cercati da organizzazioni ebraiche, che li trasportarono nel nuovo stato di Israele, dando loro una casa e una famiglia nei kibbuz.
Le giovane Leale però non riesce ad adattarsi alla sua nuova vita, né nel kibbuz né dopo, non riesce mai ad uscire dalla buca nella quale ha trascorso gli anni della guerra, a capire il mondo, a osservare qualcosa al di fuori di se stessa. Persino le persone che dice di amare, non sono reali, perché ne ama la versione che si è costruita di loro. Non si renderà mai conto dell'omosessualità del parrucchiere che si prende cura di lei dopo la morte del marito, non accetterà il matrimonio del figlio con una donna diversa da quella che gli avrebbe scelto lei, persino della morte Lea ha una sua personale versione, persino la morte è per Lea un burattino da far muovere sullo sfondo delle storie fantastiche che lei stessa si racconta.
Libro ben scritto, ma senza alcun barlume di speranza.

lunedì 28 marzo 2016

Death Had Two Sons: A Novel

Death Had Two Sons: A Novel Yael Dayan
My rating: 4 of 5 stars

Nell'ora più buia della sua vita, dopo aver già perso la moglie, un uomo si trova a dover scegliere la vita di uno dei suoi due figli: i dementi soldati nazisti che giocano con lui, nel campo di concentramento in cui è rinchiuso, lo costringono a questa orribile scelta. E lui sceglie.
Per uno strano scherzo del destino il figlio scartato, Daniel, sopravvive e, alla fine della guerra, viene portato in Israele, dove viene allevato in un kibbuz. A chiunque gli faccia domande, Daniel risponde di non ricordare nulla del suo passato, e che di sicuro tutta la sua famiglia è perita, e invece lui ricorda, ricorda il momento terribile in cui suo padre ha scelto, e questo ricordo avvelena la sua vita, il suo modo di rapportarsi con gli altro, l'amore per le donne, tutto, fino al giorno in cui suo padre, nel frattempo ritrovato, morirà veramente, e allora sarà troppo tardi per il rimpianto.
Bel libro, ben scritto, sofferto, un nuovo pezzo del puzzle della crudeltà la cui lezione a quanto pare non abbiamo imparato bene.


In the darkest hour of his life, having already lost his wife, a man has to choose the life of one of his two sons: the demented Nazi soldiers playing with him in the concentration camp where he is detained, force him to this horrible choice. And he chooses.
In a strange twist of fate, the son discarded, Daniel, survives and, after the war, is taken to Israel, where he is brought up in a kibbutz. To anyone who questions, Daniel answers that he doesn't remember anything of his past, and that certainly his entire family perished; instead he remembers, remembers the terrible moment when his father chose, and this memory is poisoning his life, his way of relating to the other, love for women, everything, down to the day when his father, in the meantime found, really die, and then it will be too late to regret.
Beautiful book, well written, suffered, a new piece of the puzzle of cruelty whose lessons apparently we have not learned well.

sabato 16 gennaio 2016

The Beauty Queen of Jerusalem

The Beauty Queen of Jerusalem Sarit Yishai-Levi
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicazione prevista 15 aprile 2016 da Thomas Dunne
Edizione italiana: Miss Jerusalem, Sonzogno
Miss Jerusalem
Miss Jerusalem



Una maledizione scorre nel sangue della famiglia Ermosa, una distinta famiglia di ebrei Sefarditi facente parte della prima ondata del ritorno, prima del mandato Inglese di Palestina: gli uomini sposano donne che non amano, e le donne, non amate, trasmettono la maledizione ai loro figli, assieme a un orgoglio tutto spagnolo e a un senso del dovere degno di un puritano.
E così che, per punizione, Mercada sceglie come sposa per il suo bellissimo figlio Gabriel, colpevole di essersi innamorato della donna sbagliata, la brutta, povera e ignorante Rosa, rovinando la vita di entrambi. Da questo strano matrimonio nascerà Luna, la più bella donna di Gerusalemme, tanto bella quanto capricciosa, superficiale e tormentata, che sposerà un uomo che non la ama e avrà una figlia, a sua volta bellissima, che la detesterà fino alla morte. Ma finirà mai questa orrenda maledizione?
Un libro bellissimo, denso, interessante, che tiene il lettore incollato alla pagina mentre la verità sul suo passato viene svelata a Gabriela, la figlia di Luna, assieme alla storia recente di Gerusalemme e della Palestina.


A curse runs in the blood of the family Ermosa, a distinguished family of Sephardic Jews coming from the first wave of return before the British mandate of Palestine: the men of the family marry women who do not love, and women, not loved, pass the curse down to their children, along with a pride tipically Spanish and a sense of duty worthy of a Puritan.
And it's so that, as punishment, Mercada chooses as bride for his beautiful son Gabriel, guilty of falling in love with the wrong woman, the ugly, poor and ignorant Rosa, ruining the life of both. From this strange marriage is born Luna, the most beautiful woman of Jerusalem, as beautiful as capricious, shallow and troubled, who will marry a man who does not love her and have a daughter, also beautiful, that abhor her until death. But will this horrible curse never end?
A beautiful book, full, interesting, which keeps the reader glued to the page whyle the truth about his past is revealed to Gabriela, the daughter of Luna, along with the recent history of Jerusalem and Palestine.

martedì 19 giugno 2012

Brave persone

Brave personeNir Baram
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Anashim Tovim - 2010 da Am Oved Publishers Ltd.
Pubblicato in Italia 27 ottobre 2011 da Ponte alle grazie

Ci sono persone molto piccole, molto convinte di fare del loro meglio, che con le loro piccole scelte, le loro piccinerie, forniscono la struttura, anche morale, alla tragedia.
Così è per i due protagonisti del libro, uno tedesco e l'altra sovietica, che vedono solo i loro piccoli trionfi e le piccole offese che vengono fatte loro, e non si rendono conto che si muovono sulla trama della storia come mosche sulla ragnatela.
Un libro durissimo, come tutti quelli che scavano in fondo all'animo umano.


lunedì 5 marzo 2012

Un'intera vita

Un'intera vita Aharon Appelfeld
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Chaim Shlemim - 1998
Pubblicato in Italia 14 gennaio 2010 da Guanda

Col suo solito stile piano, col linguaggio semplice di chi racconta una verità lampante, Appelfeld racconta la storia di una bambina che diventa una giovane donna e prende coscienza della propria unicità attraverso la ricerca della madre, e nello stesso tempo racconta il dramma degli ebrei, soprattutto donne, cristianizzati per matrimonio e la loro crudele fine ai tempi di Hitler, il rifiuto della società per loro e per i loro figli mezzosangue, il ripudio da parte dei partner per cui avevano lasciato tutto.


giovedì 17 novembre 2011

Che tu sia per me il coltello

Che tu sia per me il coltello David Grossman
My rating: 2 of 5 stars

Titolo originale Shetehi Li HaSakin - 1988
Pubblicato in Italia 1999 da Mondadori

Mi è difficile scrivere la recensione di questo libro, perché mi ha fatto andare talmente fuori dai gangheri da generare un linguaggio un po' triviale.
Ci provo: cerebrale, futile, slegato da qualsiasi realtà, rappresentazione letteraria di puro onanismo intellettuale.
So che il libro vorrebbe essere un omaggio alla perduta corrispondenza tra Kafka e la sua Milena, ma Kafka, per quanto grande, non è da mettersi tra i maggiori esempi di salute mentale.
Mi dispiace per gli ammiratori dell'autore, ma consiglio di curare la depressione che sicuramente li affligge con grosse dosi di Nutella, riprenderanno rapidamente il contatto con la realtà e si renderanno conto che ci sono modi più sani di amare ... e cose migliori da leggere.


giovedì 10 marzo 2011

Michael mio

Michael mio Amos Oz
My rating: 2 of 5 stars

Prima edizione 1968

Depressivo, irrazionale, cupo, maniacale, claustrofobico, monumento all'incomunicabilità, ma molto, molto ben scritto.
Infatti sono arrivata in fondo solo a causa della fascinazione delle parole.


giovedì 11 novembre 2010

Paesaggio con bambina

Paesaggio con bambinaAharon Appelfeld
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Kutonet ṿeha-pasim - 1982
Pubblicato in Italia 26 febbraio 2009 da Guanda

Non succede assolutamente nulla, eppure questa storia minima prende alla gola, semplicemente per la tragedia che sottintende e spiega con un linguaggio semplicissimo e commovente, per le vite distrutte, per i sogni perduti, e per la speranza che nonostante tutto non scompare.


giovedì 9 ottobre 2008

Apocalisse tascabile

Apocalisse tascabileMordecai Roshwald
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale A Small Armageddon - 1962
Pubblicato in Italia 2008 da Mondadori 

Mordecai Roshwald dimostra, senza troppi sforzi, il bluff che sta dietro il famoso "deterrente nucleare", trasformandolo prima in un ricatto farsesco, poi in un tragico ricatto fondamentalista, e poi in una minaccia veramente seria.
La fortuna è che i fondamentalisti e i pazzi tendono a non leggere libri di fantascienza, che probabilmente non ritengono adeguati alla loro personale mistica, altrimenti potrebbero farsi venire delle idee poco simpatiche.


venerdì 22 agosto 2008

Stupida puttana: I miei viaggi in Asia da pseudovergine ventenne

Stupida puttana: I miei viaggi in Asia da pseudovergine ventenne Iris Bahr
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Dork Whore: My Travels Through Asia as a Twenty-Year-Old Pseudo-Virgin
Pubblicato in Italia 2007 da Einaudi

Prendete una guida Lonely Planet Estremo Oriente e Subcontinente indiano, aggiungete una ragazzina che sta cercando tutti i modi per perdere la propria ingombrante verginità, speziate con qualche sballo di erba, condite con abbondantissimo umorismo ebraico, et voilà, una piacevole lettura estiva.
La scena finale al cetriolo è assolutamente esilarante, peccato che molto spesso la traduzione sia al di sotto dei livelli minimi di decenza.