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venerdì 4 marzo 2016

Enemy in the East: Hitler's Secret Plans to Invade the Soviet Union

Enemy in the East: Hitler's Secret Plans to Invade the Soviet Union Rolf-Dieter Müller
My rating: 5 of 5 stars

Edizione inglese: 3 febbraio 2015 - I. B. Tauris
Titolo originale: Der Feind steht im Osten: Hitlers geheime Pläne für einen Krieg gegen die Sowjetunion im Jahr 1939
Berlin 2011:Christoph Links Verlg

Ce l'hanno sempre raccontata così: il cattivissimo Hitler un bel giorno ha deciso di attaccare l'Unione Sovietica e, immemore dell'esempio di Napoleone, si è impantanato nelle immense distese russe, dove ha mandato i suoi uomini a morire di fame e freddo sotto i bastioni di Leningrado. Ecco, sì, ma anche no. Nonostante la sua innegabile follia Hitler non era molto diverso da qualsiasi capo di stato del suo tempo, un tempo in cui la politica internazionale era fatta soprattutto di machismo adolescenziale, e usare un linguaggio apocalittico contro gli avversari politici o territoriali era la norma, e nel quale parlare di spazio vitale a spese dei vicini di casa era a sua volta la norma.
E poi, chi ci ha raccontato questa versione degli eventi? Verrebbe da rispondere "la moglie di Cesare", quella sulla quale non ci sarebbero dovuti essere sospetti...
Ottimo saggio storico, documentatissimo e molto acuto, e, soprattutto, scritto benissimo.

They have always told it as well: one day the very bad Hitler decided to attack the Soviet Union and, unmindful of the example of Napoleon, get stuck in the immense Russian expanses, where he sent his men to die of hunger and cold under the Leningrad bastions. Well, yes, but maybe not. Despite its undeniable madness Hitler was not much different from any leader of his time, a time when the international policy was especially made of adolescence machismo, and the use of apocalyptic language against political or territorial opponents was the norm, and in which speaking of living space to the neighbors expenses was itself the norm.
Besides, who told us about this version of events? One might say 'Caesar's wife', one on which there should not have been suspicious ...
Great historical essay, well documented and very acute, and, above all, very well written.

martedì 15 gennaio 2013

La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme

La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme Hannah Arendt
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil - 17 maggio 1963
Pubblicato in Italia 16 marzo 2009 da Feltrinelli

Eichmann non fu un mostro, questo emerge dalle corrispondenze della Arendt, che seguì il processo tenuto a Gerusalemme.
Non fu un mostro, eppure fu qualcosa di peggio: una persona qualsiasi, dall'intelligenza mediocre, con la personalità di un gregario, ma soprattutto incapace di esercitare qualsiasi tipo di critica nei confronti del sistema costituito.
Esattamente come molti altri assieme a lui, in quei tempi e anche oggi. Volonterosi carnefici di Hitler, secondo una definizione successiva al libro della Arendt, e volonterosi carnefici al servizio di chiunque dia un atomo di potere a queste persone infinitamente piccole.


Eichmann war kein Monster, das von des Arendts Bericht entsteht, die den Prozess in Jerusalem gehalten gefolgt.
Er war kein Monster, aber er war etwas schlechter: ein gewöhnlicher Mensch, mittelmäßige Intelligenz, mit einem geselligen Persönlichkeit, aber vor allem nicht in der Lage, jede Art von Kritik an der etablierten System auszuüben.
Genau wie viele andere mit ihm, in diesen Tagen und auch noch heute. Hitlers willige Vollstrecker, nach einer nachfolgenden von Arendts Buch Definitionund, willigen Vollstreckern in den Dienst jeden, der ein Atom der Macht an diesen unendlich kleinen Menschen gibt.

giovedì 10 gennaio 2013

Lo stato sociale di Hitler: Rapina, guerra razziale e nazionalsocialismo

Lo stato sociale di Hitler: Rapina, guerra razziale e nazionalsocialismoGötz Aly
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Hitlers Volksstaat: Raub, Rassenkrieg und nationaler Sozialismus - 2005 da S. Fischer Verlag
Pubblicato in Italia 2007 da Einaudi


Spesso e volentieri, quando si ha a che fare con reati, si dice che bisogna seguire i soldi per capire che cosa è successo, e seguire i soldi è esattamente quello che fa Aly per analizzare il Reich nazista, che altro non fu se non una immensa associazione a delinquere, i cui capi furono i gerarchi nazisti, e i felici gregari furono l'intero popolo tedesco, sottratto alle conseguenze delle decisioni dei suoi capi da una politica sociale tesa ad ottenere sempre e comunque l'approvazione.
E seguendo l'immane flusso di denaro provocato dai crimini nazisti, costituito dai patrimoni ebraici, ma non solo, si capisce molto anche dell'Europa moderna.