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domenica 22 novembre 2015

Something Will Happen, You’ll See

Something Will Happen, You’ll SeeChristos Ikonomou
My rating: 4 of 5 stars

Edizione originale greca 2010
Edizione italiana: Qualcosa capiterà, vedrai - luglio 2012 da Editori Internazionali Riuniti
Pubblicazione inglese prevista: aprile 2016 da Archipelago

I protagonisti di questi racconti vivono l'inferno. Un inferno di incomprensione e di estrema povertà. Non un raggio di luce rischiara le loro vite, non la più piccola speranza. Sembrano essere ambientati in tempi lontanissimi, quando il fato era un dio temibile e potente, e invece sono ambientati nella Grecia di oggi, quella dei tempi della crisi.
Unico neo: sono tanti, troppi. A un certo punto il lettore cede di schianto sotto tanta disperazione.


The protagonists of these stories are living the hell. A hell of misunderstanding and extreme poverty. Not a ray of light illuminating their lives, not the smallest hope. These stories seem to be set in ancient times, when fate was a fearsome and powerful god, and instead are set in today Greece, the one of the times of the crisis.
The only drawback: there are many, too many. At one point the reader gives a crash under such despair.

domenica 3 maggio 2015

Black Greek Coffee

Black Greek Coffee Konstantina Sozou-Kyrkou
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato il 28 novembre 2014 da Troubador Publishing LTD

Una faccia una razza, dice il proverbio che accomuna italiani e greci, eppure, almeno per quanto mi riguarda, questa è una Grecia del tutto sconosciuta, un mito come quelli che hanno originato le tante tragedie che il mondo antico ci ha tramandato. Un maschilismo ferreo che ritiene le donne responsabili di qualsiasi disgrazia, e che alle donne impone uno stato di dipendenza umiliante. Uomini quasi caricaturali nel rifiutare in nome della propria mascolinità di tagliarsi i baffi per eliminare i pidocchi presi in guerra, e che impongono ai propri figli maschi riti di iniziazione sanguinolenti per garantirsi che siano anch'essi impermeabili alla compassione. Eppure dietro questo maschilismo imperante compare, enorme e soffocante, la figura della Grande Madre, colei che, nella persona della madre riduce in schiavitù le figlie e lega a sé i figli maschi rendendoli inetti, nella persona della suocera tormenta la nuora per punirla di averle sottratto il figlio, e, nella persona della moralizzatrice, non esita a uccidere un figlio della colpa. E' un mondo onirico e terribile, ancora più terribile perché il linguaggio semplice e immediato di questi racconti fa sì che sia chiaro al lettore che non sono invenzioni.


A face a race, says the adage that equates Italians and Greeks, and yet, at least for me, this is a completely unknown Greece, a myth like those that gave rise to the many tragedies that the ancient world has bequeathed to us. A steely machismo that believes women responsible for any misfortune, and to women imposes a state of humiliating dependence. Men almost caricatural in rejecting, in the name of his own masculinity, to cut their mustache to eliminate lice taken in war, and that require their sons bloody initiation rites to ensure that they also may be impervious to emphaty. Yet behind this prevailing machismo appears, huge and suffocating, the figure of the Great Mother, the one who, in the person of the mother enslaves daughters and binds the sons to herself, making them inept; in the person of the mother-in-law haunts the daughter-in-law to punish her for having subtracted her the child, and, in the person of the moralizer, does not hesitate to kill a child of sin. It's a world dreamlike and terrible, even more terrible because the plain language of these stories makes it clear to the reader that they are not inventions.

domenica 8 settembre 2013

La balia

La baliaPetros Markaris
My rating: 4 of 5 stars

Edizione originale 1 giugno 2008
Edizione italiana 4 marzo 2009 da Bompiani

Una vecchissima balia, morente per età e malattia, decide di mettere a posto i propri conti prima d andarsene, di pagare i debiti e riscuotere i crediti, e lo fa a forza di torte salate, sua indiscussa specialità: a chi le consegna pulite, a chi farcite da un veleno mortale.
Il tutto in una Istambul perduta patria dei romei, greci di Costantinopoli, nella quale il nostro commissario Charitos dovrebbe essere in vacanza.
Ottima scusa per parlare di minoranze, integrazione e del difficile rapporto tra la Grecia e il suo prepotente vicino di casa.


giovedì 11 ottobre 2012

I labirinti di Atene

I labirinti di AtenePetros Markaris
My rating: 3 of 5 stars

Prima edizione novembre 2004
Pubblicato in Italia 2008 da Bompiani

Di qualità altalenante come tutte le raccolte di racconti, contiene alcune perle del commissario Charitos. Divertente, ma i romanzi sono migliori.


domenica 16 settembre 2012

Difesa a zona

Difesa a zona Petros Markaris
My rating: 4 of 5 stars

Prima edizione 1998
Pubblicato in Italia 2002 da Bompiani

Il solito spassosissimo ispettore Charitos, politicamente scorretto e professionalmente integerrimo, alle prese con una serie di delitti che passano via via per il terrorismo, la criminalità organizzata, le trame politiche, per invischiarsi nei soliti mortiferi legami familiari.
Un noir che racconta la Grecia così com'era e com'è, e che fa pensare che se qualche economista avesse letto Markaris i guai economici della Grecia non ci sarebbero caduti così tra capo e collo.


mercoledì 14 dicembre 2011

Si è suicidato il Che

Si è suicidato il ChePetros Markaris
My rating: 5 of 5 stars

Prima pubblicazione 2003
Pubblicato in Italia 2006 da Bompiani

Markaris è ingiustamente meno famoso di quanto meriti. Il suo commissario Charitos, in questo romanzo più che mai tiranneggiato dalla moglie Adriana (che le sue mani siano benedette), è uno dei personaggi più azzeccati della narrativa di genere.
In questo "Si è suicidato il Che", Charitos si trova a dover risolvere una situazione ingarbugliata che mescola politica, affari, militanza terroristica e delitti abilmente mascherati.
Il commissario si affida alla sua proverbiale testardaggine e a una ferrea logica per dipanare la matassa fino alla conclusione per nulla scontata, senza curarsi di quanti piedi pesta.