mercoledì 17 agosto 2016

Salve amici della notte, sono Porzia Romano

Salve amici della notte, sono Porzia Romano Rita Angelelli
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 16 agosto 2016 da Le Mezzelane

La notte è sempre troppo lunga per me, nonostante ami il buio e il silenzio, nonostante ci sia il cane a farmi compagnia. Spesso sto bene con me stessa. È quando si affollano i pensieri, che tutto fa rumore, persino il mio stesso respiro; il battito del cuore diventa un tonfo, un rumore cupo che detesto. E nel silenzio della notte... tutto è tutto e niente è niente. Ogni cosa si amplifica, il troppo diventa eccessivo e il niente diventa il vuoto.
In un racconto che dura una notte, negli stralci di un diario e un’intervista radiofonica non programmata, la protagonista si racconta, denunciando una mala sanità e le sofferenze fisiche e psicologiche che ha dovuto subire negli anni.



lunedì 8 agosto 2016

The Sweetness

The Sweetness Sande Boritz Berger
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 23 settembre 2014 da She Writes Press

Due storie intrecciate, quella di Mira e quella della cugina Rosha, la prima che cresce in America, la seconda rimasta, con la sua famiglia nell'Europa inghiottita dal nazismo.
L'idea è decisamente buona, ma il romanzo lascia lo stesso un po' troppo a desiderare, sbilanciato com'è verso la parte "americana".
E' chiaro che è molto più facile descrivere la vita agiata di Mira, nonostante il padre sia abbastanza dispotico e la famiglia allargata piuttosto invadente, piuttosto che quella di Rosha, che si salva solo perché una vicina cristiana accetta di prenderla in custodia e nasconderla mentre i suoi genitori vengono portati alla morte, ma lo stesso l'autrice si sarebbe dovuta impegnare in un maggior approfondimento di questa parte.


Two intertwined stories, the one of Mira and the one of her cousin Rosha, the first growing up in America, the second remained with her family in the Eastern Europe swallowed up by the Nazis.
The idea is very good, but the novel leaves anyway a bit too much tobe desired as it is biased towards the "American" side.
It is clear that it is much easier to describe the comfortable life of Mira, despite her pretty despotic father and her rather intrusive extended family, rather than that of Rosha, who is only saved because a Christian neighbour agrees to take her into custody and hide her while her parents are brought to death, but anyway the same should have engaged herself in a deeper analysis of this part.

mercoledì 3 agosto 2016

Il sindacato dei poliziotti yiddish

Il sindacato dei poliziotti yiddish Michael Chabon
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The Yiddish Policemen's Union - 2007
Pubblicato in Italia 27 settembre 2007 da Rizzoli

Lo stato di Israele non esiste, nel 1948 i palestinesi sono diventati i soli padroni di Gerusalemme e la diaspora degli ebrei continua. Gli Stati Uniti hanno offerto un pezzetto di Alaska, ovviamente sottraendola ai nativi americani, come patria provvisoria. Gli anni sono passati e in quella patria provvisoria gli ebrei yddish hanno prosperato, facendo la cosa che gli riesce meglio: dividersi in sette. La più potente di queste sette è quella dei Verbover, a tutti gli effetti una banda di criminali dediti ai traffici più sordidi, ma rispettando il sabato... e il giorno della restituzione si avvicina, il giorno in cui gli ebrei dovranno riprendere la strada della diaspora. Ma lo strano omicidio di un possibile Messia, due poliziotti yddish, uno dei quali però è un grosso nativo americano, una ex moglie che è anche un ispettore di polizia, e diversi avvenimenti molto concitati, tra i quali l'esplosione della grande Moschea di Gerusalemme, renderanno questo periodo di transizione molto movimentato. Alla fine, l'unico risultato certo sarà che gli ex non resteranno ex molto a lungo.
Pur con il suo tono umoristico, un romanzo profondo e molto interessante, una discreta analisi del mondo attuale.


giovedì 28 luglio 2016

Even Dogs in the Wild

Even Dogs in the WildIan Rankin
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 5 novembre 2015 da Orion
Pubblicato in Italia col titolo Come cani selvaggi - 9 giugno 2016 da Longanesi

Uno sciagurato giorno Ian Rankin decise di mandare in pensione il suo ispettore Rebus, e di dare spazio a un nuovo detective. Dopo aver letto il primo libro della nuova serie, decisi che non ne valeva la pena e non ne lessi altri. Una delle cinque stelline che ho assegnato è quindi in segno di plauso per la decisione di Rankin di tornare suoi suoi passi e dare di nuovo a noi lettori la gioia di aver a che fare col suo scorbutico Rebus.
Due storie si intrecciano in questo romanzo, entrambe provenienti dal passato. Una è la "solita "storia: i criminali con i quali Rebus ha sempre avuto a che fare sono invecchiati con lui, ma non per questo sono diventati cittadini modello, e in qualche modo continuano a farsi la guerra, forse anche sotto forma di agguati da parte di un cecchino. Ma molte cose non tornano: che cosa accomuna un vecchio criminale con un avvocato all'apparenza al di sopra di ogni sospetto e con un assistente in un rifugio per minori diventato milionario con una vincita alla lotteria? E perché qualcuno ha ucciso il figlio di un boss con le stesse modalità usate dal cecchino? Qualcosa d'altro è in movimento, qualcosa che viene da un passato ancora più orribile della vecchia criminalità di Edimburgo e, mentre i suoi giovani colleghi dipaneranno la matassa criminale, solo l'acume e la testardaggine di Rebus potranno venire a capo dell'altra storia, quella sordida.
Un Rankin in grande spolvero, niente da dire, e la canzone che dà il titolo al romanzo è davvero inquietante.

A unfortunate day Ian Rankin decided to send his Inspector Rebus in retirement, and make room for a new detective. After reading the first book of the new series, I decided that it was not worth it and I do not read others. One of the five stars that I gave is therefore a sign of praise for the decision to Rankin to return on his steps and give back to us readers the joy of having to do with his grumpy Rebus.
Two stories intertwine in this novel, both from the past. One is the 'same' story: the criminals with whom Rebus has always had to do have grown old with him, but none have become model citizens, and somehow continue to make war, perhaps even in the form of ambushes by a sniper. But many things do not add up: what unites an old criminal with a lawyer seemingly above reproach and with an assistant in a shelter for minors became a millionaire with a lottery win? And why someone killed the son of a boss in the mood used by the sniper? Something else is moving, something that comes from an even more horrible past of the old crime of Edinburgh and, while his younger colleagues unravel criminal skein, only the acumen and the stubbornness of Rebus can get on top of the other story, the sordid one.
A Rankin at his best, nothing to say, and the song that gives title to the novel is really disturbing.


venerdì 22 luglio 2016

Il mondo di Grimm

Il mondo di Grimm Vernor Vinge
My rating: 3 of 5 stars

Titolo originale Grimm's word - 1976
Pubblicato in Italia 13 settembre 1987 da Mondadori

Su un mondo alieno strano e affascinante si incontrano Svir, studente di astronomia, e Tatja, che si occupa della collana scientifica della più potente casa editrice del pianeta. Svir è un po' ingenuo e Tatja è bellissima, oltre che dotata di un'intelligenza superiore alla media, così non le riesce difficile usare Svir per portare avanti i suoi piani, il cui fine è nientemeno che la disperata ricerca di un uomo alla sua altezza. Quando però Tatja lo troverà, scoprirà che i suoi fini potrebbero non essere esattamente ciò che lei desidera.
Vinge ha messo decisamente troppa carne al fuoco, così facendo si è perso per strada moltissimi spunti. In realtà il romanzo smette di essere davvero interessante quando è chiaro che la meravigliose costruzione letteraria che è l'isola galleggiante-casa editrice non sarà l'ambientazione definitiva della storia. Tutto il resto è piuttosto tirato per i capelli.
Traduzione con parecchi svarioni in perfetto stile Urania.

giovedì 21 luglio 2016

Twillyweed

TwillyweedMary Anne Kelly
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 15 settembre 2015 da Open Road Integrated Media

E tutti vissero felici e contenti. Twillyweed, dal nome della dimora avita di una famiglia americana di origini irlandesi, è uno di quei giallettini carini nel quali la solita signora di mezza età ma ancora piacente si ritrova a risolvere il mistero dopo aver interpretato tutto al contrario. Quindi la ricchissima famiglia che ha assunto sua nipote è in realtà una banda di poveracci che vivono praticamente della carità e del senso di colpa di chi, in un incidente, ha reso invalido il fratello maggiore; quello che lei pensa essere un riparatore di barche è un ricchissimo ereditiero; l'affascinante mangiauomini è una lesbica, ma, soprattutto, chi è assente non è necessariamente andato via.
Solo il piccolo di casa, un bambino di quattro anni con un occhio malandato, vede le cose con chiarezza, e solo quando lui deciderà di agire, costringendo gli altri a seguirlo per salvarlo, le cose andranno finalmente a posto.
Il romanzo è scritto piuttosto bene e i personaggi sono interessanti. Troppi cliché e troppe divagazioni per i miei gusti.


And they lived happily ever after. Twillyweed, named after the ancestral home of an American family of Irish descent, is one of those cute mistery in which the usual middle-aged but still attractive woman founds herself to solve the mystery after understanding everything just the opposite. So the rich family who hired her niece is actually a band of poor devils, living prety much of the charity and the guilt of those who, in an accident, disabled the older brother; what she thought to be a repairer of boats is a rich heiress; the fascinating man-eater is a lesbian, but, above all, who is absent is not necessarily gone away.
Only the yunger of tje house, a four year old child with a battered eye, sees things clearly, and only when he decides to take action, forcing the others to follow him to save him, things will be finally in place.
The novel is quite well written and the characters are interesting. Too many clichés and too many digressions for my taste.

domenica 17 luglio 2016

Le ombre di Montelupo

Le ombre di MontelupoValerio Varesi
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 30 giugno 2015 da Frassinelli

Stanco e un po' in crisi, il commissario Soneri va in vacanza nel suo paese natio, sui monti che confinano con la Liguria, terra storica di briganti e partigiani, convinto di andare a funghi e ricaricare le pile. Si troverà invece in un autentico ginepraio, con i paesani incazzati come api scacciate dal nido, a causa del fallimento del locale salumificio e della perdita di lavoro e risparmi. A ciò si aggiunge la guerra all'ultimo sangue tra Palmiro, il fondatore del salumificio, e il Macchiaiolo, due vecchi, testardi montanari, rimasti amici nonostante il diverso fronte scelto durante il fascismo, ma ora acerrimi nemici perché dove non poterono fascismo e comunismo, arriva il capitalismo. Per aumentare l'entropia, il commissario scopre in una forra il cadavere di Paride, figlio di Palmiro, del quale la moglie va dicendo in giro che si trova all'estero a cercare soldi per tacitare i creditori.
Nonostante sia in vacanza, per via della sua conoscenza del paese e delle sue dinamiche Soneri si troverà invischiato nell'indagine e ne verrà a capo, ma con tanto e tale disgusto che deciderà di non rimettere mai più piede nei luoghi della sua infanzia.
Come sempre un ottimo noir, intelligente, penetrante e ben scritto, con personaggi che rimangono scolpiti nella mente e tra i quali spicca, gigantesca non solo nelle proporzioni fisiche, la figura tragica del Macchiaiolo.