lunedì 12 novembre 2012

Qui è proibito parlare

Qui è proibito parlareBoris Pahor
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 22 gennaio 2009 da Fazi

Dalla rabbia per aver perso tutto, lingua, famiglia, identità, a causa dell'ignorante e violento razzismo dei fascisti italiani, alla presa di coscienza che la porterà a un amore forte e alla lotta per i diritti della minoranza slovena a cui appartiene.
Questa è la vicenda di Ema, protagonista di questo drammatico romanzo di Pahor, da leggere assolutamente in questi anni in cui certi fantasmi cercano di risvegliarsi, in questa terra di confine in cui ancora oggi ciascuno pensa di essere l'unico depositario della ragione.


mercoledì 7 novembre 2012

Ci sarebbe bastato

Ci sarebbe bastato Silvia Cuttin
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 2011 da Epika

Il libro, letterariamente parlando, ha pochi meriti.
Ne ha molti invece dal punto di vista documentario, della memoria e dell'eccezionalità della storia che racconta.
Tre cugini, discendenti da due famiglie di ebrei rumeni, rifugiatesi a Fiume e italianizzate. Famiglie che prima subiranno i rigori delle leggi razziali italiane, che dovranno nascondersi e fuggire.
I tre cugini faranno scelte diverse: uno andrà negli Stati Uniti, si arruolerà volontario nell'esercito e morirà in Italia, per liberare quella stessa nazione che lo aveva discriminato.
Un altro fuggirà in Svizzera e conoscerà l'attentamente contabilizzata ospitalità di quel paese.
Il terzo, rimasto indietro per curare gli affari di famiglia, verrà arrestato dai tedeschi del famigerato Odilo Globocnik, inviato prima alla Risiera di San Sabba e quindi ad Aushwitz, campo di sterminio al quale sopravviverà a stento.
Nessuno di loro, i sopravvissuti così come il cadavere dell'eroe caduto sugli Appennini, riuscirà tornare a Fiume, diventata ormai Jugoslavia, pericolosissima in quegli anni per gli italiani, e chi ci proverà sparirà nel nulla.


Vivere stanca

Vivere stancaJean-Claude Izzo
My rating: 4 of 5 stars

 Titolo originale Vivre fatigue - 1 novembre 1998 da J'ai lu
Pubblicato in Italia 26 novembre 2008 da e/o

Racconti brevissimi e disperati. Ritratti quasi impressionisti di personaggi che hanno disceso tutti i gradini della scala sociale, che non hanno più speranza, a cui basta solo un piccolissimo passo per raggiungere l'annientamento.
E che restano scolpiti nella memoria.


martedì 6 novembre 2012

La strada delle anime perse

La strada delle anime perse Carol O'Connell
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale Find Me - 28 dicembre 2006 da Putnam Adult
Pubblicato in Italia 2009 da Piemme

Solido thriller con protagonista la bellissima e psicopatica detective Mallory che, indagando su ciò che lega il suo passato alla la Mitica Route 66, si ritrova invischiata in una indagine su un killer di bambini e nelle molte magagne del FBI.
Come gli altri libri della serie non un memorabile capolavoro, ma un libro godibile e divertente.


domenica 4 novembre 2012

Niceville

NicevilleCarsten Stroud
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 12 giugno 2012 da Knopf
Pubblicato in Italia 13 settembre 2012 da Longanesi

Niceville è una delle tante cittadine infestate che l'America propone, un'altra Castle Rock, dove la gente, anche quella dall'animo migliore, a furia di stare a contatto con il male finisce con l'avere qualche inconfessabile perversione, e dove la droga scorre a fiumi per sopportare l'inconfessato orrore quotidiano.
Il libro non sarebbe male, se non fosse che voleva essere un libro di Stephen King e la cosa non gli è riuscita.
E' finito nelle mani di uno scrittore, bravo per carità, ma a cui manca il tocco magico, per cui alla fine di ciascun capitolo, invece di girare impazientemente la pagina per iniziarne un altro, viene voglia di chiudere il volume.
In più ci sono alcune questioni irrisolte, spunti apparentemente importanti che vengono inspiegabilmente abbandonati (uno per tutti: e la gatta???)
Sembra che a Carster Stroud sia mancato il coraggio, o la sicurezza in se stesso, per continuare a scrivere, per sciogliere tutti gli enigmi, come avrebbe fatto il Re.


Niceville is one of many infested towns  hat America offers, another Castle Rock, where people, even the best souls, from being in contact with evil ends up having some unspeakable perversion, and where the drug flows freely to withstand the daily unmentionable horror.
The book would not be bad, except that he wanted to be a book by Stephen King and the thing failed.
It ended up in the hands of a writer, good, for Heaven's sake, but which lacks the magic touch, so at the end of each chapter, instead of turning impatiently page to start a new one, you want to close the volume.
In addition there are some unresolved issues, seemingly important insights that are inexplicably abandoned (one for all: and the cat ???).
It seems that Carster Stroud both lacked the courage, or self-confidence, to continue writing, to dissolve all the puzzles, as he would have the King.

Una storia semplice

Una storia sempliceLeonardo Sciascia
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 1 gennaio 1989 da Adelphi

Un racconto breve e prezioso, divertentissimo nella sua amarezza.
La storia del "solito" omicidio di mafia in cui tutti sono conniventi.
Solo un oscuro brigadiere scoprirà tutto, ma le connivenze saranno comunque insabbiate.
Si legge in un'ora, ma resta per sempre.


giovedì 1 novembre 2012

Le colline oscure

Le colline oscure Enzo Fileno Carabba
My rating: 2 of 5 stars

 Pubblicato 2008 da Barbera

Dal dire al fare c'è di mezzo il mare. L'idea alla base di questo romanzo è ottima, la descrizione dei nostri strani tempi, intrisi di pseudomisticismo affaristico, dove i ragazzi transitano nella scuola come una tribù selvaggia che ha più interesse a ritualizzare sempre di più i propri usi e costumi piuttosto che apprenderne di nuovi, supportati in questo dagli insegnanti ormai sempre più terrorizzati dai nuovi rapporti e schiacciati da una logica che trasforma gli alunni in clienti, e dove di qualsiasi cosa si fa mercato.
Purtroppo la trama è confusa per eccesso di elementi, il linguaggio spesso e sciatto e pochi dei personaggi si elevano oltre il grado di caricatura.