giovedì 10 marzo 2011

Michael mio

Michael mio Amos Oz
My rating: 2 of 5 stars

Prima edizione 1968

Depressivo, irrazionale, cupo, maniacale, claustrofobico, monumento all'incomunicabilità, ma molto, molto ben scritto.
Infatti sono arrivata in fondo solo a causa della fascinazione delle parole.


mercoledì 9 marzo 2011

Il Dio Thoth

Il Dio ThothMassimo Fini
My rating: 3 of 5 stars

Pubblicato 13 maggio 2009 da Marsilio

Ogni tanto, durante le discussioni con mia madre, salta fuori la mitica frase, pronunciata di solito nel tentativo di suggellare la sua ragione "ma lo hanno detto alla televisione", affermazione alla quale io faccio grasse risate, perché la televisione non ce l'ho.
E Fini ci presenta un futuro, nemmeno troppo lontano, in cui non solo una cosa è vera perché l'hanno detto alla televisione, ma nel quale non esiste più la realtà, bensì solo la sua rappresentazione.
Sarà necessario un violento atto autodistruttivo per portare al collasso questo mondo, ma, si sa, ne uccide più la penna che la spada, e la residua umanità post catastrofe troverà il modo di far zampillare di nuovo la fonte delle informazioni.
Il libro è abbastanza ben scritto, anche se a volte è difficile intuire il rapporto di causa/effetto di alcuni episodi.
Esilaranti i lunghi brani "informativi", scritti col tipico linguaggio tuttologico assolutamente vuoto di contenuti e semanticamente riducibile a zero a cui ci stanno abituando i vari media.


Nemesi

Nemesi Philip Roth
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Nemesis - 7 ottobre 2010 da Jonathan Cape
Pubblicato in Italia 2011 da Einaudi

"Devo dire che, per quanta compassione possa provare per il cumulo di calamità che gli aveva rovinato la vita, non si tratta d'altro che di stupida superbia, non la superbia della volontà o del desiderio ma la superbia di un'infantile, irreale interpretazione religiosa"
Già, quanti danni ha fatto a ogni singolo uomo e al mondo intero quel voler essere tutti di un pezzo che non è altro che incapacità di gioire del mondo, nella buona e nella cattiva sorte.
Un libro indimenticabile.


martedì 8 marzo 2011

Io sono un gatto

Io sono un gattoNatsume Sōseki
My rating: 5 of 5 stars

Prima edizione 1905
Edizione italiana 2010 da BEAT

Solo un gatto può essere così curioso, scanzonato, acuto e imprevedibile nello scandagliare e descrivere l'incoerenza, la boria e la saccenza umane.
Siamo nel Giappone moderno, e il gatto si destreggia tra un padrone dispeptico e nevrotico, la sua famiglia scalcinata e gli amici, ciascuno dei quali rappresenta una variante della stessa perfetta balordaggine.
Ma alla fine il gatto è un gatto, e, come spesso succede ai gatti, sarà la sua stessa curiosità a perderlo, eppure, come il Budda, troverà l'illuminazione.


giovedì 3 marzo 2011

Canale Mussolini

Canale Mussolini Antonio Pennacchi
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato febbraio 2010 da Mondadori

Un vero e proprio racconto epico, una narrazione continua, senza sbavature, senza contraddizioni, piena di humour e di umanità.
Tre generazioni di una famiglia patriarcale del delta del Po, emigrata sulla bonifica dell'Agro Pontino per non "puzzarsi di fame". Sanguigni, violenti, dolcissimi, e si, fascisti, ma non per la politica: per la terra e per la fame. La terra soprattutto, la terra e le bestie, con un feroce istinto di conservazione.
Un libro molto ben scritto, che si legge tutto di un fiato.
Immagino che qualcuno si aspetti un giudizio politico, ma non intendo darne: capisco le ragioni di questa gente, e per queste ragioni, famiglie intere si sono divise tra le due parti politiche, senza, peraltro, capire nulla né di politica né di chi li manovrava.


martedì 1 marzo 2011

Fuori l'ultimo

Fuori l'ultimo Mickey Spillane
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The Last Cop Out - 1973 da Signet
Pubblicato in Italia 1999 da Garzanti


Spillane assomiglia ad Ellroy, per trame e ambientazioni, e anche per la violenza dei suoi personaggi che sembra fine a se stessa. Qui sangue e morte la fanno da protagonisti in ogni pagina, orchestrati da un ex poliziotto che porta avanti la sua vendetta contro chi lo ha fatto, per paura delle sue capacità, buttare fuori dalla polizia. Un ottimo romanzo, molto ben scritto, che non viene addolcito nemmeno dall'inevitabile storia d'amore.


La baracca dei tristi piaceri

La baracca dei tristi piaceriHelga Schneider
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 1 ottobre 2009 da Salani

La Schneider sceglie la tecnica del "making of" per questo libro apparentemente semplice ma in realtà crudo e durissimo su una delle realtà meno conosciute e più nascoste del nazismo, lo creazione dei bordelli di lager in cui le donne venivano costrette a prostituirsi a favore dei prigionieri privilegiati e delle SS, in una schiavitù sessuale che rese le donne stesse, per prime, disgustose a loro stesse.
A corollario l'atteggiamento nazista nei confronti dell'omosessualità e la tragedia degli "esperimenti scientifici", tutte realtà da cui, ancora oggi, non si sono ancora prese a sufficienza le distanze, come è facile capire dalle dichiarazioni dagli atteggiamenti di tanti politici nostrani.