Anni della nostra vita, anni che da un certo punto in poi ricordo bene, anni in cui lo stato mostrava di non aver mai smesso di essere fascista, e poi la perdita dell'innocenza delle bombe, le strategie di controllo che hanno portato alle ignobili stragi di stato, la malavita, soprattutto quella milanese di quei tempi, più allegra e vicina alla gente della trista cupezza di quella di oggi che si richiama a mafia e camorra e ai loro riti medievali, il gergo e il dialetto.
E i sentimenti di chi si trova da una parte e dall'altra della barricata, l'evoluzione e la disillusione.
Un romanzo apparentemente semplice (un altro di quei libri noir, direbbe qualcuno), eppure uno di quei libri che superano la veste romanzesca per diventare tracce di memoria.
Titolo originale The Songlines - 1986
Pubblicato in Italia 10 maggio 1995 da Adelphi
Un po' romanzo, un po' saggio, un po' autobiografia, un po' libro di appunti e riflessioni.
Attraverso il contatto, privo di pregiudizi e completamente disinvolto, con gli aborigeni australiani Chatwin ripensa allo sviluppo dell'uomo moderno, ne definisce le tappe, ne riconosce l'aggressività e gli archetipi.
Zeppo di spunti per riflettere sulla nostra vita, impossibili da cogliere tutti alla prima lettura, e quindi da riprendere in mano spesso e volentieri, e sarebbe bellissimo che ne esistesse una versione con pagine bianche di tanto in tanto, per aggiungere le proprie scoperte a quelle dell'autore.
Titolo originale The Day of Creation - 1987
Pubblicato in Italia 1988 da Rizzoli
Uno dei più onirici libri di Ballard, un ibrido tra la genesi e Cuore di tenebra.
C'è la creazione di un fiume, che sgorga in mezzo al deserto dalla voragine lasciata dalla rimozione di una mostruosa radice, c'è il viaggio lungo il fiume e la progressiva perdita dell'innocenza dell'uomo che, nella suo cieca arroganza di bianco è convinto di aver fatto nascere il fiume, e del fiume stesso.
E c'è una piccola Eva primitiva, che non si congiungerà con l'Adamo bianco, decretando la fine di tutto.
One of the most dreamlike books in Ballards production, a crossbreed between The Genesis and Heart of Darkness.
There is the creation of a river, which flows across the desert from the hole left by the removal of a monstrous root, there is a trip down the river and the gradual loss of innocence of the man that, in his white man blind arrogance believes he has given birth to the river, and of the river itself
And there is a small primitive Eve, who don't have intercourse with the white Adam, decreeing the end of everything.
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Devo confessare che si tratta del mio primo Pasolini, e forse non è stata una scelta felice. Le due opere che compongono il libro, Atti impuri e Amado mio, sono scritte meravigliosamente, ma le ho trovate faticose lo stesso. Forse perché giovanili e autobiografiche, relative ad un periodo in cui Pasolini scopriva la propria omosessualità e ne era tormentato, anche grazie alla morale dell'epoca, forse perché la sensualità derivante dalla commistione di eros e thanatos che è tipica dei tempi di guerra è lontana dal mio sentire.
In ogni caso una lettura necessaria per avvicinarmi finalmente a un grande scrittore.
Come con leggerezza si può parlare di una tragedia, quella di Margherita e della sua famiglia, ma soprattutto quella di tutti noi, che a furia di voler combattere natura e umanità stiamo diventando mostri plastificati e insensibili, incapaci di vedere la magia della terra, buoni solo come carne da cannoni.
Non il miglior libro di Benni, ma sempre un'ottima lettura, e un diverso modo di approfondire le cose.
Prima lettura: 2005
Titolo originale The Stand - 1978
Pubblicato in italia 1995 da Bompiani
Ho letto la prima versione de L'ombra dello scorpione un infinito numero di anni fa, e me ne era rimasta una sensazione di orrore, di qualcosa di malvagio che va a toccare le corde archetipiche che stanno dentro l'umanità, e questa sensazione si è ripresentata con la lettura della versione integrale, forse un po' diluita dagli orrori veri che più o meno costellano la vita di tutti noi e che ci aiutano a distinguere ciò che veramente ci fa paura e ciò che invece potremmo sopportare, categorie peraltro del tutto soggettive.
Resta il fatto che durante la lettura di tutta la prima parte del libro qualsiasi sequenza di tre starnuti è riuscita a innervosirmi.
Come sempre il Re è un lucidissimo conoscitore della psicologia umana, e qui indaga la mania religiosa come e meglio di un qualsiasi sociologo cattedratico, per concludere, da vero individualista americano qual'è, che è meglio non fermarsi, non aggregarsi, se si vogliono mantenere la propria autonomia e umanità.
Parlando di contenuti, la versione integrale aggiunge poco all'essenza del libro, ma è molto più scorrevole e priva di faticosi salti logici rispetto alla prima versione.