martedì 9 aprile 2013

Tutti i figli di Dio danzano

Tutti i figli di Dio danzanoHaruki Murakami
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 2000
Pubblicato in Italia 2005 da Einaudi

Il mio primo Murakami. Una serie di brevi racconti che hanno come filo conduttore il devastante terremoto di Kobe, a cui sembra seguire, oltre alla distruzione e alla morte, la presa di coscienza di alcuni personaggi.
I racconti sono belli e scritti benissimo, ma sembrano più esercizi di stile che qualcosa di destinato a lasciare un segno nell'anima del lettore. Le motivazioni che spingono i personaggi sembrano più pretesti che altro, e il filo che lega tutti loro al terremoto è fievolissimo.
Su tutti spiccano il racconto che da titolo alla raccolta, nel quale la danza finale del protagonista diventa un richiamo all'universalità dell'essere figli di Dio, e l'ultimo, Torte al miele, che è una sottile riflessione sulla natura dell'amicizia e dell'amore e sulla loro non interscambiabilità.


lunedì 8 aprile 2013

Scrittura cuneiforme

Scrittura cuneiforme Kader Abdolah
My rating: 5 of 5 stars

Titolo originale Spijkerschrift - 31 dicembre 1999
Pubblicato in Italia 19 marzo 2003 da Iperborea

Tra passato e presente, tra Persia e Olanda, riconciliarsi col passato per poter vivere più pienamente il presente. Ismail, rifugiato politico iraniano, fuggito dalla presa del potere degli ayathollah, che hanno precipitato l'Iran dalla dittatura alla fanatica teocrazia, cerca di adattarsi al suo nuovo paese ricostruendo la figura paterna e i suoi appunti scritti in una inventata scrittura cuneiforme.
Bellissimo.


domenica 7 aprile 2013

Multiplo

MultiploGuglielmo Pispisa
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 2004 da Bacchilega Editore

Un mondo futuro e distopico, che vive intorno a una fantomatica università, in cui la religione è appendice della televisione, dove i fuori corso vivono in una baraccopoli governata da un vecchio saggio e onnisciente.
Ma ovviamente niente è come sembra, nemmeno l'improbabile Multiplo protagonista dalla personalità multipla.
Una distopia che non è niente altro che una affilata analisi del nostro mondo, vittima e assassino compresi.


venerdì 5 aprile 2013

Antracite

Antracite Valerio Evangelisti
My rating: 5 of 5 stars

Pubblicato 1 gennaio 2013 da Mondadori

Lode e gloria a Pantera, palero rayado e pistolero.
Lode e gloria al Magister, che unisce fantasia, magia e rigorosa documentazione storica per confezionare un noir che, parlando del passato, ci fornisce potenti indicazioni sul presente, dell'America e, per estensione, delle nostre vite.


martedì 2 aprile 2013

Il mercante di libri maledetti

Il mercante di libri maledetti Marcello Simoni
My rating: 3 of 5 stars

Publicato 8 settembre 2011 da Newton Compton

All'inizio sembra una copia un po' annacquata de Il nome della rosa, poi pian piano decolla, e i personaggi prendono vita, fino al colpo di scena finale.
Libro discretamente dilettevole.


Dalla Luce alla notte. Così vita da morire

Dalla Luce alla notte. Così vita da morire Marco Alemanno
My rating: 4 of 5 stars

Pubblicato 2013 da Bompiani

Ci sono biografie e biografie. Ci sono le biografie scritte da chi fa' il biografo per professione, che addensano razionalmente i fatti che hanno composto la vita di una persona fino a comporne il ritratto. Poi ci sono le biografie di coloro che sono rimasti indietro, coloro la cui vita è stata dimezzata dalla mancanza, che descrivono sì i fatti, ma parlano della persona dal punto di vista di chi è rimasto, come a volere continuare il dialogo interrotto. Questa è la biografia di Dalla secondo Marco Alemanno, che trasuda amore dietro al pudore dei sentimenti e dei rapporti che fino alla fine sono restati privati.
Lucio, manchi tanto anche a noi.


Il caso di Charles Dexter Ward

Il caso di Charles Dexter Ward H.P. Lovecraft
My rating: 4 of 5 stars

Titolo originale The Case of Charles Dexter Ward - 1927
Pubblicato in Italia 12 marzo 1994 da Newton Compton

La magia di Lovecraft, il motivo per cui l'orrore da lui evocato persiste nella mente come una luce eccessiva sulla retina dietro le palpebre chiuse, è che nulla è descritto, ma tutto è evocato, e fa risuonare gli archetipi che ciascuno di noi si porta dentro.
Qui non siamo ancora alla perfezione, ma l'orrore puro è vicinissimo.